Certificati medici on line: tensione fra Ordine dei Medici e Ministro Brunetta

Certificati medici on line: tensione fra Ordine dei Medici e Ministro Brunetta

Il fine del ministro Brunetta è anche quello volto a smascherare eventuali complicità di certi medici con i propri assistiti nell’attestazioni di false malattie e per chi trasgredisce si profila il rischio del licenziamento, ovvero, la perdita della convenzione o in misura minore si va incontro a sanzioni di tipo amministrativo

da in Malattie, Sanità
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    Ministro Brunetta

    Insomma, i medici di base non amano i certificati on line, oppure, c’è qualcos’altro ad impensierire i medici con la nuova pratica ardentemente voluta dal Ministro Brunetta contro gli assenteisti ed i fannulloni. Si tratta di vedere se la trasmissione del certificato di malattia dell’assistito ammalato da trasmettere via Internet alla A.S.L. non piace perché come tutte le innovazioni sono guardate all’inizio di traverso, oppure c’è qualcosa che non va nel sistema partito appena cinque giorni fa in Italia.

    Il fine del ministro Brunetta è anche quello volto a smascherare eventuali complicità di certi medici con i propri assistiti nell’attestazioni di false malattie e per chi trasgredisce si profila il rischio del licenziamento, ovvero, la perdita della convenzione o in misura minore si va incontro a sanzioni di tipo amministrativo. Ma questo clima di caccia alle streghe all’Ordine dei Medici non va giù, considerato che il rischio di creare fratture da parte dei medici nei confronti degli assistiti è più facile di quanto si creda, addirittura Amedeo Bianchi, Presidente dell’Ordine dei Medici, paventa un «rischio di crisi per tutto il sistema».

    Si tratta di immaginare dalle parole del Presidente in quale misura l’intero sistema verrebbe ad essere messo in crisi; ciò avverrebbe dai casi più semplici, quando l’assenza dal lavoro non supererebbe il giorno di malattia, eppure anche in quel caso un certificato che potrebbe essere redatto sulla base dei sintomi lamentati dall’assistito anche via telefono, dovrebbe richiedere la presenza del medico al domicilio dell’assistito. Ma quando il lavoratore non ha dormito tutta la notte a causa di problematiche annesse alla sua salute, sia pure di grado lieve ed il giorno dopo non è in grado di affrontare la sua giornata lavorativa può non avere segni obiettivi del proprio stato, visto che di vera e propria malattia in questo caso non si parlerebbe, ma di uno stato psico-fisico che non lo metterebbe nelle condizioni di lavorare. Questa tensione che si verrebbe a creare fra medico e paziente, entrambi all’interno di quel clima di diffidenza che si verrebbe a creare, causerebbe quello che il Presidente Bianchi definisce “crisi del sistema”.

    Ciò che l’Ordine dei Medici a nome di quasi tutti gli iscritti chiede al ministro Brunetta è il ricorso all’autocertificazione per quelle malattie fino a due giorni di assenza che oltretutto semplificherebbe la vita di medici e assistiti e nell’attesa di giungere a tanto il medico avvisato dello stato clinico del proprio assistito potrebbe dichiarare sulla scorta dei problemi lamentati dal paziente che i sintomi riferiti dal paziente equivalgono a dati clinici riscontrati.

    In questo modo potremmo continuare a fare il nostro lavoro senza la minaccia di sanzioni che appaiono sinceramente eccessive e rischiano soltanto di aggravare la burocrazia. Si tratta di capire come il ministro Brunetta accolga tali istanze; tutto farebbe pensare che il politico veneziano stia vagliando quest’orientamento della classe medica, ma per saperlo ufficialmente dovremo aspettare il prossimo 13 aprile, data in cui si avrà l’incontro fra le parti interessate.

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