Cerotto contraccettivo: efficacia, pro e contro

Scopriamo tutto quello che bisogna sapere sul cerotto contraccettivo, l'anticoncezionale che può sostituire la pillola

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    Cerotto contraccettivo

    State cercando un metodo contraccettivo valido e vorreste saperne di più sul cerotto contraccettivo? Abbiamo chiesto al dr. Angelo Oldrini, specialista in ginecologia, quali sono i pro e i contro di questa soluzione.

    Cosa s’intende con contraccezione ormonale?

    La contraccezione ormonale si basa sul principio dell’introduzione nell’organismo di sostanze ormonali, sintetizzate in laboratorio ma assai simili a quelle prodotte dall’ovaio (estrogeni e progesterone), con lo scopo di indurre la cessazione della stimolazione della funzione ovarica da parte dell’ipofisi.

    L’ovaio metterà pertanto in pausa la sua attività funzionale, interrompendo anche il percorso di maturazione delle cellule uovo (da ciò l’effetto contraccettivo). A questo meccanismo principale si aggiungono poi anche modificazioni del muco cervicale, della mucosa di rivestimento della cavità uterina (endometrio) e interferenza sulla mobilità degli spermatozoi, con il risultato di un’altissima efficacia contraccettiva e un fallimento che viene stimato intorno a 0,5 gravidanze su 1200 cicli mestruali protetti dal metodo.

    La più diffusa modalità per l’introduzione nell’organismo di sostanze ormonali a fine contraccettivo è quella di assumere pillole.

    A partire da Enovid, la prima pillola messa in commercio negli Stati Uniti nel 1957, frutto degli studi del dott. Gregory Pincus, sono state introdotte innumerevoli modifiche alla formulazione del prodotto e alle modalità di assunzione.

    La finalità della continua variazione delle sostanze utilizzate e del loro dosaggio è stata quella di mantenerne l’efficacia, riducendo gli effetti collaterali frequentemente legati all’assunzione di estro-progestinici:

    • nausea
    • tensione al seno
    • cefalea
    • sanguinamento intermestruale (spotting)
    • dismenorrea (dolori mestruali)
    • acne
    • ritenzione idrica
    • aumento ponderale
    • sbalzi d’umore

    Con lo stesso scopo sono state introdotte modalità differenti per la somministrazione delle sostanze ormonali a fine contraccettivo:

    • cerotti medicati con rilascio transdermico
    • anelli vaginali con assorbimento dalle mucose vaginali
    • dispositivi intradermici

    Come agisce il cerotto contraccettivo?

    Il cerotto contraccettivo agisce esattamente come la pillola contraccettiva, determinando una sospensione transitoria della funzione ovarica.

    Le due sostanze ormonali contenute nella matrice del cerotto sono l’Etinilestradiolo e la Norelgestromina e vengono rilasciate in modalità continua e controllata per la settimana di applicazione del cerotto e assorbite attraverso la pelle.

    Ogni confezione contiene tre cerotti che vanno sostituiti settimanalmente per tre volte (il primo cerotto del primo ciclo va applicato il primo giorno di un ciclo mestruale).

    Alla rimozione del terzo cerotto dovrà essere osservata la pausa di una settimana durante la quale si verificherà una pseudo mestruazione (pseudo perché non determinata dalla funzione ovarica ma dalla mancata assunzione di sostanze ormonali).

    A partire dalla prima applicazione le successive coincideranno pertanto con lo stesso giorno della settimana.

    Il cerotto contraccettivo è efficace come la pillola anticoncezionale?

    Il cerotto contraccettivo, basato sugli stessi meccanismi d’azione della pillola anticoncezionale, ha i medesimi risultati di tutti i contraccettivi ormonali.

    La modalità settimanale dell’applicazione del cerotto, e la più equilibrata biodisponibilità degli ormoni, sganciata dalle frequenti irregolarità dell’assunzione quotidiana della pillola e dalla variabilità dell’assorbimento intestinale, sono peraltro condizioni che ne incrementano l’efficacia contraccettiva.

    Quali sono i pro e quali sono i contro del cerotto contraccettivo?

    La semplicità d’uso rappresenta senza dubbio un considerevole vantaggio del cerotto transdermico rispetto alla pillola anticoncezionale.

    Come già visto lo sganciamento dalla necessità di assunzione quotidiana della pillola e i dosaggi ematici più regolari degli ormoni assorbiti attraverso la pelle determinano una maggior sicurezza contraccettiva del cerotto, oltre a favorire il contenimento dei disturbi che possono essere causati dall’assunzione di ormoni.

    Occorre però che, a parte manifestazioni clamorose, la valutazione della personale tolleranza al metodo venga fatta dopo almeno due – tre mesi di adattamento.

    Le sole controindicazioni del cerotto transdermico sono rappresentate dall’insorgenza di ipersensibilità nelle sedi di applicazione o da abitudini di vita (uso di creme, sport acquatici, saune ecc.) che ne favoriscano il frequente distacco.

    Per il resto rimangono le stesse avvertenze e controindicazioni registrate per tutti i metodi contraccettivi ormonali:

    • Processi trombotici venosi in atto o trascorsi
    • Processi trombotici arteriosi in atto o trascorsi (accidente cerebrovascolare, infarto miocardico, trombosi retinica, angina pectoris o attacco ischemico transitorio)
    • Emicrania con aura focale
    • Presenza di fattori predisponenti alla trombosi arteriosa: – Severa ipertensione (valori persistenti ≥160+/100+mmHg) – Diabete mellito con coinvolgimento vascolare – Dislipoproteinemia ereditaria
    • Possibile predisposizione ereditaria alla trombosi venosa o arteriosa (trombofilia)
    • Carcinoma della mammella sospetto o accertato
    • Carcinoma endometriale o altre neoplasie estrogeno-dipendenti accertate o sospette
    • Funzione epatica alterata correlata a patologia epatocellulare acuta o cronica
    • Adenomi o carcinomi epatici
    • Sanguinamento genitale anormale di origine non nota

    Tali condizioni sono però poco frequenti e generalmente sospettabili attraverso la raccolta accurata della storia clinica della paziente.

    Per quanto riguarda il rischio di tromboembolia profonda (1 nuovo caso ogni 1000 persone all’anno) occorre tener presente che se da un lato i contraccettivi ormonali ne raddoppiano il rischio la gravidanza lo moltiplica per 10 volte.

    Il rischio di trombosi profonda è correlato all’anamnesi familiare, all’ipertensione, all’obesità, al tabagismo e a interventi chirurgici (in occasione dei quali è fortemente consigliabile sospendere la contraccezione ormonale).

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr. Angelo Oldrini

    Specialista in Ginecologia