Cellule staminali: primo intervento chirurgico riuscito

Il fatto di essere di fronte ad una svolta anche in ambito chirurgico grazie alle cellule staminali conforta molto la scienza e la riprova ce la da il successo di questa operazione chirurgica, come dicono gli artefici dell’intervento, “Siamo all’inizio di una nuova era per la chirurgia,” ha sentenziato Martin Birchall, professore di chirurgia all’Università di Bristol, nel Regno Unito, e membro del team che ha progettato il tessuto tracheale

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    Un altro passo avanti costituito dalla ricerca scientifica in ambito alle cellule staminali è quello che è stato compiuto da un gruppo di ricercatori britannici e italiani in team, come rivela uno studio rappresentato da un esperimento eseguito su un paziente che ha ricevuto un trapianto di trachea a seguito di impianto di cellule staminali. La ricerca tratta il caso di una donna che a seguito di una forma particolarmente aggressiva di tubercolosi aveva subito dei danni così gravi alla trachea al punto da richiederne la “sostituzione” che è avvenuta, appunto, mediante l’ impianto di cellule staminali.

    Il fatto di essere di fronte ad una svolta anche in ambito chirurgico grazie alle cellule staminali conforta molto la scienza e la riprova ce la da il successo di questa operazione chirurgica, come dicono gli artefici dell’intervento, “Siamo all’inizio di una nuova era per la chirurgia,” ha sentenziato Martin Birchall, professore di chirurgia all’Università di Bristol, nel Regno Unito, e membro del team che ha progettato il tessuto tracheale.

    Intanto diciamo che l’intervento è consistito in un prelievo di 7 centimetri di tessuto da donatore morto che dopo averlo ripulito è stato impiantato nel corpo della donna con la grave lesione alla trachea, aggiungendo a ciò anche le cellule staminali del paziente prelevate dal midollo osseo e quando in laboratorio hanno ricostruito il tessuto hanno impiantato il tutto sul paziente ricostruendo di fatto la trachea.

    A cinque mesi di distanza la donna è in buone condizioni di salute e non ha mostrato segni di rigetto. Si tratta del secondo esperimento di trapianto d’organo basato sulle cellule staminali mai effettuato.