Cellule Staminali: dai topi una speranza in più

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    Cellule Staminali: una grande speranza per il futuro dell'umanità

    Che le cellule staminali siano una risorsa importantissima per il futuro dell’umanità, non parrebbero esserci più dubbi, così, l’ultima scoperta, in ordine di tempo, secondo la quale questi importanti elementi si potrebbero estrarre addirittura dai testicoli dei topi, potrebbe rappresentare un’importante tappa per la Comunità Scientifica, superando il limite per la ricerca che il problema etico sull’uso di embrioni costituiva fino adesso.

    Lo studio, condotto in America ad opera di due Centri di ricerca, il Cornell Medical di New York e il Memorial Sloan-Kettering, schiuderebbe importanti strade da seguire in tal senso. Anche se c’è da dire che, nello specifico,l’utilizzo delle cellule dalle quali derivano gli spermatozoi, successivamente coltivate e trasformate in altre cellule epiteliali, o cardiache, sarebbe tutto da dimostrare, ma è importante vedere come la strada sia aperta e, dunque, da percorrere.

    Gli scienziati sarebbero concordi nell’affermare, tuttavia, che nelle cellule staminali dei testicoli dei topi, vi sarebbe un marcatore, il GPR125, che altro non è che uno zucchero che si troverebbe nella superficie delle cellule staminali e che assolverebbe all’importante funzione di “comunicatore” fra cellule e che dunque farebbe ben riconoscere agli studiosi la loro presenza così da trattarle appositamente.

    C’è da dire anche che scopo della ricerca non è quella di trasferire cellule staminali dei testicoli dei topi sull’uomo, quanto invece, immaginare la presenza di marcatori similari anche sulla superficie delle staminali umane negli stessi siti di quelle dei topi al fine di poterli sfruttare e impiegare quali cellule epiteliali e cardiache in maniera del tutto autonoma. Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato il lavoro scientifico su Nature, al quale ha preso parte anche uno scienziato italiano, tale risultato è quanto mai importante, perché dimostra un grado di fattibilità elevata in vista dei risultati, sia nei topi che nell’uomo,considerato che il processo di maturazione delle cellule degli spermatozoi è similare, se si escludono i tempi diversi, 30 giorni per l’animale, 70 per l’uomo.

    Bisognerà aspettare solo i tempi perché tale tecnica di coltivazione in laboratorio di queste cellule possa essere impiegata clinicamente, fatto quest’ultimo che richiede ancora molto tempo e lunghi studi sul campo.

    Nell’attesa di poter coltivare, nel proprio corpo, i tessuti necessari a ricostruire le parti danneggiate, alimenterà la speranza di dare risposte efficaci ai tanti malanni che affliggono l’intera umanità.