Cellule staminali da cordone ombelicale: pro e contro, costo e cosa curano

Cellule staminali da cordone ombelicale: pro e contro, costo e cosa curano
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    L’uso delle cellule staminali da cordone ombelicale presenta pro e contro. Scopriamone il costo e cosa curano queste riserve naturali di cellule rigeneratrici. All’interno del cordone ombelicale è presente del sangue ricchissimo di staminali. Si tratta di cellule immature, che possono riprodursi e dare origine a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il cordone ombelicale può essere conservato, per averlo a disposizione in futuro come un prezioso contenuto di staminali, da utilizzare eventualmente per trapianti. Queste cellule si possono considerare dei veri e propri salvavita. Ecco perché vengono prelevate e conservate attraverso il congelamento in azoto liquido.

    La raccolta del cordone ombelicale può essere ritenuta indolore e non è affatto invasiva. Il sangue presente all’interno di esso è raccolto dopo aver proceduto al taglio. La procedura viene applicata in maniera sicura sia per il neonato che per la madre. I trattamenti con le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale non per forza devono richiedere una compatibilità del 100%, quindi le cellule possono essere utilizzate anche per le cure di membri di un’intera famiglia.

    Questo materiale molto utile può rimanere disponibile per anni attraverso un processo di conservazione. Naturalmente non è detto che si presenti la necessità di usarlo, anzi in alcuni casi sarebbe più indicato effettuare un trattamento con cellule staminali che provengono da un altro soggetto e non dal ricevente.

    La ricerca su questo campo si è sviluppata da poco e rimane in continua evoluzione, per scoprire nuove potenzialità e nuovi settori di applicazione. Anche alcune malattie che oggi sono ritenute impossibili da trattare, attraverso le nuove scoperte, potrebbero ricevere una cura in futuro. Di contro, non possiamo disporre attualmente di una quantità di dati abbastanza elevata di soggetti trattati con cellule staminali e che hanno ottenuto risultati. Di certo per alcune patologie trattabili con staminali del cordone ombelicale, come le leucemie, le anemie e i linfomi, ne sappiamo abbastanza, ma per altre malattie abbiamo bisogno ancora di conferme. Esistono delle banche pubbliche del cordone ombelicale, sulle quali si può fare affidamento. Si può scegliere di conservare privatamente le cellule staminali, ma in questo caso la procedura è a pagamento.

    In Italia il sangue è considerato un bene pubblico.

    A disposizione di tutti ci sono delle banche, che vengono coordinate dal Centro nazionale sangue e che si occupano di conservare il sangue raccolto durante il parto con le spese a carico del Sistema Sanitario Nazionale. La procedura è quindi gratuita, sia che il sangue venga destinato a qualsiasi paziente, sia che venga destinato al neonato o ad un consanguineo della famiglia che decide di conservarlo.

    I genitori che vogliono usufruire di un uso esclusivo per il loro bambino hanno a disposizione delle banche private, soprattutto in Svizzera, Germania, Portogallo, San Marino e altri Paesi dell’Europa. Qui le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere depositate a pagamento. La cifra richiesta è compresa tra i 2.000 e i 3.000 euro.

    Le cellule staminali ricavate dal sangue presente all’interno del cordone ombelicale possono essere utilizzate per trattare casi di leucemia, linfomi, mieloma, anemia, malattie metaboliche, disturbi che interessano il sistema immunitario. Inoltre possono essere impiegate a vantaggio di chi ha bisogno di un trapianto di midollo. Ma non solo queste patologie potrebbero essere trattate con questa riserva di cellule rigeneratrici. La ricerca ci sta abituando a considerare molte altre ipotesi. Infatti si stanno portando avanti degli studi, che ipotizzano e indicano come le cellule staminali in questione potrebbero avere molte potenzialità nel trattare anche altre malattie, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, le lesioni spinali e cerebrali. Qualche campo di applicazione è stato individuato anche per ciò che concerne l’infarto.

    Per molti la conservazione delle cellule staminali è una questione di responsabilità civile. Esiste una vera e propria urgenza che spinge all’impiego di questo materiale biologico. E’ stato calcolato che ogni anno nel mondo sono circa 50.000 i pazienti che hanno necessità di un donatore di cellule staminali. Di questi circa 1.600 sono soltanto nel nostro Paese. In riferimento al 2014 (gli ultimi dati a nostra disposizione), è emerso che le unità di sangue del cordone ombelicale disponibile per la ricerca sono state 605.925 in tutto il mondo e 31.519 in Italia.

    Negli ultimi 15 anni nel nostro Paese, grazie alle donazioni, è stato possibile mettere a punto circa un migliaio di trapianti. Questi, se consideriamo gli ultimi 20 anni e allarghiamo la prospettiva a livello mondiale, sono 30.500. Mantenere intatto il proprio potenziale rigenerativo anche per 20 anni può essere decisivo per garantire la possibilità reale di salvare non soltanto la propria vita, ma anche altre in ogni parte del mondo.

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