Cellule staminali: con essi la speranza di una crescita degli arti amputati

Cellule staminali: con essi la speranza di una crescita degli arti amputati

Con le cellule stamninali in futuro ricresceranno gli arti amputati; sogno o realtà?

da in Cellule Staminali, Ricerca Medica, Tumori
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    Siamo quasi nell’ambito della fantascienza, eppure la notizia è attendibile e verrebbe da alcuni recentissimi studi americani che per’altro sono costati qualcosa come 250 milioni di dollari ma se si riuscissero a portare avanti i lavori scientifici l’impiego di tante risorse sarebbe quanto mai opportuno. Come tante altre volte accaduto il tutto parte da una serie di osservazioni che stavolta provengono dal mondo animale partendo dal fatto che una lucertola che perde la coda, in breve tempo ha la possibilità di venirne in possesso per il semplice fatto che quella parte del corpo è destinata a ricrescere; ma cosa fa tornare a nuova vita la parte anatomica persa?

    Da questa constatazione si è partiti e, “cavie” volontarie per il curioso esperimento che se portato a termine avrebbe qualcosa di davvero unico e fantastico, sono stati i soldati americani feriti nei vari conflitti bellici cui, purtroppo l’America va spesso incontro, proprio questi pazienti avevano perso uno o più arti ed erano destinati ad una vita da invalidi, ma adesso le cose potrebbero cambiare anche per questi sfortunati pazienti. Si è dunque passati su esperimenti eseguiti su animali e si è visto che cospargendo nella sede della menomazione una sorta di polvere definita “pixie dust” è possibile richiamare in loco una sorta di transumanza di cellule staminali precursori delle cellule definitive avendo la caratteristica tali cellule di differenziarsi in base al tessuto ove vengano impiantati.

    Il risultato è stato che su una cagna s’è addirittura assistito alla ricrescita dell’utero in grado addirittura di procreare, ma non è tutto, gli scienziati sono riusciti pure con questa tecnica a ricostruire una vescica irrimediabilmente danneggiata ed una volta reimpiantata ha svolto le proprie funzioni in maniera regolare.

    Ovvio che il pensiero vada a tutte quelle perdite traumatiche e patologiche soprattutto di arti e non solo, ma, senza spegnere le speranze chissà di quanti pazienti, è giusto parlare ancora di fase sperimentale, ma da qui ad un impiego materiale potrebbe non volerci troppo tempo, con un’avvertenza che i ricercatori tendono a sottolineare; non ci sarà nessun impiego pratico fin quando non si comprenderà la condotta da eseguire per scongiurare eventuali tumori, visto che, non si sa mai, con la manipolazione delle cellule non si scherza.

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