Cellule staminali: ancora poche le malattie curate

Cellule staminali: ancora poche le malattie curate

Vero è che la ricerca scientifica a proposito delle cellule staminali e non solo è molto avanti e tanta strada ancora farà nei prossimi anni, ma guai a crearsi delle false aspettative, i tempi per la soluzione di gravissime patologie mediante il ricorso alle cellule staminali sono ancora lontani

da in Alzheimer, Cellule Staminali, Malattie, Morbo di Parkinson, Ricerca Medica
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    Ricercatrice

    Mai come adesso ci troviamo all’alba di un nuovo giorno che vedrà ancora una volta nella ricerca scientifica la soluzione ai tanti problemi legati a patologie fino a ieri sconosciute o incurabili in assenza di quella acquisizioni che ci porteranno o che ci hanno già condotti alla guarigione di molte e gravi patologie. Del resto, il già premio Nobel per la Medicina, Rita Levi Montalcini, aveva un paio di anni fa ipotizzato nel volgere di un decennio una cura nei confronti di alcune fra le più terribili malattie degenerative che il mondo scientifico conosce al momento, come il Morbo di Alzheimer e il Morbo di Parkinson.

    Purtroppo però, ferma l’aspettativa di tutti quei pazienti e delle loro famiglie speranzose che dagli esisti di una ricerca scientifica si possano trarre le soluzioni ai loro guai, non mancano in queste persone le tante aspettative ancora deluse da parte della ricerca scientifica per il semplice motivo che da quando viene fatta una scoperta e ne vengano applicati i frutti in ambito terapeutico, i tempi non sono proprio brevissimi.

    Ne deriva che in fatto di cellule staminali, pur essendo ad una svolta epica riguardo la loro applicazione pratica, fino adesso la possibilità di intervenire mediante tali strutture risulta ancora limitata, al punto che due ricercatori scientifici auspicano da parte dei Governi una regolamentazione ed un controllo delle informazioni al fine di evitare pericolose aspettative in coloro che dalle nuove metodiche trarrebbero vantaggi certi ed immediati.

    Si cerca di palesare all’umanità il dato secondo il quale attualmente con le cellule staminali è possibile intervenire per lo più nelle malattie del sangue e nei disturbi del sistema immunitario, come hanno sottolineato sulla rivista scientifica il ricercatore thailandese Sorapop Kiatpongsan e il suo collega giapponese Douglas Sipp.

    Chi si aspetta la soluzione con tali strutture nei confronti di stati patologici come l’autismo, la Sindrome di Down e molte cardiopatie, non solo resterà deluso ma rischia anche di essere inserito, da parte di spregiudicati pseudoscienziati, in protocolli terapeutici privi di efficacia e autorevolezza come accade in tutto il mondo, soprattutto nelle Nazioni meno progredite ma in misura sia pure ridotta in stati come la Germania ed il Giappone. Il rischio di finire in una sorta di policentrica a fini di studio non è del tutto escluso e tale pratica è spesso animata da ben meno nobili interessi economici da parte di alcuni studiosi poco scrupolosi; al punto che i due studiosi chiedono che i singoli Governi esercitino una particolare vigilanza sulla ricerca scientifica e sui suoi risultati.

    Un modo efficace per prevenire le ciarlatanerie potrebbero essere rappresentate da norme rigorose per stabilire sia la qualita’ dei farmaci sia la loro corretta pubblicizzazione. Regolamentazioni di questo tipo ci sono gia’ in Usa e in Europa, e anche la Thailandia ha da poco introdotto delle norme piu’ rigide sulle terapie con le cellule staminali.

    Uno sforzo in tal senso è richiesto da Kiatpongsan (Universita’ di Bangkok) e Sipp (Universita’ di Kyoto) anche ai media e a quelle organizzazioni internazionali che seguono giorno per giorno la ricerca scientifica con le cellule staminali in grado di divulgare informazioni scientifiche in tante lingue dando informazioni tali che possano guidare il paziente sui reali sviluppi della ricerca medica nel mondo.

    Che in un prossimo futuro la soluzione di certe malattie proverrà dalle cellule staminali, dalla bioingegneria, dalla medicina molecolare e via di seguito è sicuramente indubbio, ma fino adesso, la notizia di un passo in più verso la soluzione di una malattia, complice la scoperta di una determinata sostanza correlata con le discipline di cui sopra, non significa spesso la fine della malattia stessa, ma che questa nel volgere di un tempo ragionevole possa essere debellata, in tale attesa, non ci resta che tifare con forza a favore della ricerca scientifica.

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