Cellulare: il più grande studio sui rischi connessi col telefonino

Cellulare: il più grande studio sui rischi connessi col telefonino

Implicato forse in diverse malattie anche neoplastiche il cellulare viene adesso fatto oggetto di un grande studio per stabilire quanto possa essere tale apparato responsabile di gravi malattie

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    Era ora, dopo tanti annunci e primi passi, è partito in Gran Bretagna uno studio, definito “ il più grande studio mai effettuato “ sugli effetti per la salute del cellulare; Il Cohort Study on Mobile Communications (COSMOS) – avviato nell’ambito del programma di ricerca MTHR (Mobile Telecommunications and Health Research Programme).

    Tale studio verificherà gli effetti detenuti dal cellulare su 250 mila utenti di età compresa fra 18 e 69 anni residenti in Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia per un periodo da 10 a 30 anni.

    Lo studio inglese che è stato condotto dall’Imperial College di Londra differirà e di molto dagli attuali studi fino adesso condotti perché non si limita a correlare l’uso del cellulare in funzione di patologie importanti quali di fatto sono il Morbo di Parkinson, Alzheimer, o eventuali tumori, semmai vorrà stabilire quanto il cellulare possa o no essere correlato a patologie del genere in funzione dei tempi di esposizione, luogo in cui lo si custodisce, ad esempio marsupi, tasche, borse, compreso l’utilizzo o meno dell’auricolare.

    Che il problema del cellulare sia serio e dunque utile stabilire l’eventuale nocività dell’apparecchio lo dimostra il fatto che nel mondo esistono ben cinque miliardi di cellulari e gli studi fino adesso, per lo più commissionati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non sono certo mancati, quasi tutti volti a stabilire l’effetto determinato dall’esposizione alle onde elettromagnetiche, eppure, nonostante il dispendio di risorse impiegate nessuno di questi studi ha potuto dimostrare i veri effetti determinatisi sull’uomo, complice anche il fatto che la diffusione dei cellulari nel mondo, tanto capillare come è avvenuto adesso, s’è avuta da non più di dieci anni.

    L’insorgere di malattie come il cancro o i disturbi neurologici, ha spiegato il professor Lawrie Challis, presidente del MTHR, “compare generalmente dopo 10-15 anni di esposizione”. Nel caso del fumo, ad esempio, non è stato possibile associare alcun tipo di cancro al polmone fino ad un periodo di almeno 10 anni: molti studiosi, infatti, paragonano l’attuale situazione di incertezza proprio a quella dell’amianto o del tabacco quando ancora i rischi sanitari erano poco conosciuti.

    Fino adesso ad esempio sappiamo che indubbiamente il cellulare sia più pericoloso per i bambini e ciò in virtù del fatto che il tessuto nervoso del bambino non è giunto a maturazione e dunque l’esposizione causerebbe un maggiore assorbimento di energia rispetto all’adulto, per non contare anche che potenzialmente l’arco temporale in termini di aspettativa di vita di un bambino rispetto ad un adulto è maggiore e dunque non è possibile ipotizzare quale effetto possa determinare la più lunga esposizione.

    Ne deriva che è comune pensiero della scienza immaginare che sia consigliabile evitare ai minori di 12 anni l’utilizzo non solo del cellulare, ma anche di cordless e dispositivi Wi-Fi. E certo non conforta molto il pensiero espresso dal ricercatore svedese Lennart Hardell, quando ipotizza guai seri, addirittura parla di epidemie per i giovani che cominciano ad utilizzare il cellulare prima dei 20 anni di età e che dunque rischierebbero cinque volte di più del loro coetanei appartenenti ad altre generazioni malattie quali il glioma, una neoplasia del tessuto nervoso. Il consiglio da rivolgere dunque ai giovanissimi è quello di evitare l’uso del cellulare senza auricolare e possibilmente facendo ricorso agli SMS per comunicare.

    Conforta molto sapere invece che i gestori britannici Vodafone, O2, T-Mobile e Orange - hanno accettato di partecipare allo studio e si sono impegnati a contattare i loro utenti per convincerli a partecipare alla ricerca: almeno 90 mila, secondo le loro previsioni, accetteranno.

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