Cefalea a grappolo: sintomi, cause, rimedi e quanto dura

La cefalea a grappolo è un tipo di mal di testa molto doloroso, caratterizzato da intensi attacchi che si ripetono ciclicamente. Fortunatamente, è una forma rara di male alla testa e non interessa un numero elevato di persone. Tuttavia, è comunque importante conoscerne sintomi, cause, durata e rimedi per poterla gestire al meglio nel caso si presentasse.

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    Cefalea a grappolo sintomi cause rimedi e quanto dura

    Quali sono i sintomi, le cause e i rimedi della cefalea a grappolo? E quanto dura? Questo tipo di cefalea viene definita “a grappolo” perché è caratterizzata da attacchi che si ripetono ciclicamente. I pazienti che soffrono di questo disturbo alternano, infatti, periodi in cui gli episodi sono più frequenti e intensi a periodi di remissione, in cui il forte mal di testa cessa completamente. L’incidenza della cefalea a grappolo è maggiore tra gli uomini, soprattutto tra i 20 e i 30 anni, ma può colpire anche le donne, soprattutto se presentano una certa familiarità con questo disturbo. Vediamo più nel dettaglio di che cosa si tratta.

    Cos’è la cefalea grappolo

    La cefalea a grappolo è uno dei tipi di cefalea più dolorosi, che si manifesta con attacchi di intenso dolore che colpisce solo un lato della testa, spesso avvertito anche intorno all’occhio. Una delle particolarità della cefalea a grappolo è il fatto che gli attacchi si ripetono ciclicamente seguendo sempre lo stesso schema, dando luogo ai cosiddetti “grappoli”.

    I grappoli, cioè i periodi in cui gli attacchi sono più frequenti e intensi, di solito hanno una durata che può variare da alcune settimane ad alcuni mesi ed in genere sono seguiti da periodi di remissione, in cui cessano completamente. Lo schema degli attacchi varia da persona a persona, ma la maggior parte dei pazienti riferisce che i grappoli si verificano una o due volte all’anno.

    Durante i periodi di remissione non si verifica alcun attacco di emicrania per mesi o a volte addirittura per anni. Fortunatamente, la cefalea a grappolo è rara e non mette in pericolo la vita del paziente. Le terapie sono in grado di diminuire la durata degli attacchi e di renderli meno gravi, ma non sono in grado di eliminare definitivamente il problema.

    Sintomi più frequenti

    I sintomi della cefalea a grappolo iniziano improvvisamente e senza preavviso. Il dolore è lancinante ed è spesso descritto come un’intensa sensazione tagliente, bruciante o penetrante su un lato della testa.

    Il dolore è avvertito intorno all’occhio, ma può colpire anche tempia e viso. Di solito il fenomeno ricorre sempre sullo stesso lato per ogni attacco. Spesso, il soggetto che ne è affetto diventa irrequieto e agitato, a causa del dolore talmente forte che può spingere a compiere gesti estremi, come sbattere la testa sul muro, per alleviare il problema. Oltre la dolore, possono fare la loro comparsa altri sintomi come:

    • Lacrimazione copiosa
    • Rossore dell’occhio dal lato colpito
    • Naso chiuso o che cola, solo dalla narice dal lato colpito
    • Pallore o sudorazione in viso
    • Gonfiore intorno all’occhio del lato colpito
    • Diminuzione del diametro della pupilla
    • Edema palpebrale

    La cefalea a grappolo può anche provocare sintomi simili a quelli dell’emicrania, come la nausea, la sensibilità alla luce e ai rumori.

    Possibili cause

    Le cause della cefalea a grappolo non sono note con certezza, ma probabilmente gioca un ruolo importante il malfunzionamento dell’ipotalamo, che regola l’orologio biologico del nostro organismo, e rende gli attacchi di mal di testa ciclici e ricorrenti. Infatti, le ricerche hanno dimostrato che, durante gli episodi di cefalea a grappolo, l’attività dell’ipotalamo è maggiore del solito.

    Un altro fattore che può condizionare la comparsa delle cefalea a grappolo sono i cambiamenti dei livelli di alcuni neurotrasmettitori, ovvero di quelle sostanze chimiche che, come la serotonina, trasportano gli impulsi nervosi.

    Sono però stati dimostrati una serie di fattori che potrebbero essere connessi con l’insorgenza della cefalea a grappolo, tra cui:

    • Cambiamenti del tempo
    • Familiarità
    • Farmaci, come la nitroglicerina, usata nella terapia delle patologie cardiache
    • Alcuni odori
    • Luce particolarmente luminosa
    • Sforzi fisici
    • Caldo
    • Fumo
    • Alcool
    • Droghe
    • Stress

    Cure e rimedi

    Diversi test permettono di identificare se si soffre di cefalea tensiva o a grappolo. Per quest’ultima, però, non esiste ancora una cura definitiva, sebbene le odierne terapie e le cure specifiche permettano di diminuire la durata degli attacchi, riducendo al tempo stesso anche la loro intensità.

    Il ricorso a farmaci che alleviano il dolore della cefalea a grappolo non è consigliato a causa di un dolore estremamente mutevole che si manifesta all’improvviso e può scomparire in brevissimo tempo. Ma altri possono essere comunque i rimedi, come:

    Ossigeno

    Uno dei metodi più efficaci per ridurre questo tipo di cefalea è inalare per breve tempo una ridotta quantità di ossigeno attraverso un’apposita mascherina. Gli effetti di questa terapia, sicura e poco costosa, possono essere avvertiti già dopo 15 minuti ma saranno temporanei, e quindi continuamente da effettuare attraverso l’apposta bombola portatile.

    Triptani

    Il medico, nella maggior parte dei casi, prescrive l’assunzione di farmaci specifici a base di triptano, attraverso lo spray nasale o delle iniezioni. La forma iniettabile del sumatriptan, viene usata di solito per curare l’emicrania ma è anche utile per la cefalea a grappolo, seppur non è consigliata in caso di ipertensione non curata o di ischemia cardiaca.

    Intervento chirurgico

    L’intervento chirurgico è consigliabile solo per le persone affette da cefalea a grappolo cronica o per i pazienti che non tollerano gli effetti collaterali dei farmaci. L’intervento è finalizzato ad indebolire i nervi ritenuti responsabili della propagazione del dolore. Tuttavia, è possibile che ne risentano i muscoli della mascella divenendo più deboli e che diminuisca la sensibilità in determinate zone del viso e del capo. Attualmente, l’intervento viene effettuato attraverso un’iniezione di glicerolo nei nervi facciali.

    Terapie alternative

    La cefalea a grappolo è una condizione che può venir trattata dall’agopuntura e da altri metodi non tradizionali, come agopressione, digitopressione, chiropratica e omeopatia. I risultati alla base di queste tecniche sono però molto discordanti tra loro.

    Alcuni studi evidenziano l’inefficacia dei metodi a causa di un beneficio evidenziabile solo nel 10% dei pazienti; al contrario, diverse esperienze raccontate da chi si è sottoposto a tali pratiche riportano un feedback positivo. Pertanto, le terapie alternative sono sì efficaci, ma a seconda del soggetto su cui vengono effettuati.

    Quanto dura

    La durata degli attacchi della cefalea a grappolo possono variare dai 15 minuti alle tre ore consecutive e verificarsi tra uno e otto volte al giorno. Gli attacchi di solito si verificano con estrema regolarità nell’arco delle 24 ore e il ciclo dei grappoli normalmente è stagionale.

    Nella maggior parte delle persone la cefalea a grappolo è episodica, cioè gli attacchi si verificano per un periodo variabile da una settimana a un anno, seguiti da un periodo di remissione che può durare fino a sei, dodici mesi, prima che inizi il grappolo successivo. Pertanto, la cefalea a grappolo diventa cronica, se si protrae per più di un anno o se il periodo di remissione è inferiore al mese.

    Alimentazione

    Le persone che soffrono di cefalea a grappolo dovrebbero curare particolarmente l’alimentazione. È stato infatti confermato come consumare abitualmente cibi che contengono conservanti incida sull’intensità delle crisi derivanti dalla cefalea.

    Un’ipersensibilità al glutammato monosodico e un eccesso di caffè possono anch’essi aggravare l’insorgere della cefalea a grappolo. Le persone affette da questo disturbo, inoltre, dovrebbero evitare alimenti ad elevato contenuto di tiramina e fenilentiamina, aminoacidi che permettono la liberazione dell’istamina, una delle sostanze responsabili dello scatenarsi dei sintomi tipici della cefalea.

    È particolarmente indicato, per chi soffre di cefalea, effettuare analisi e test specifici per verificare la presenza di possibili intolleranze alimentari. Queste, infatti, aggravano ulteriormente sintomi quali fotofobia, lacrimazione oculare, inappetenza, vomito e diuresi profusa. Vediamo però più nel dettaglio quali alimenti sono da preferire e quali invece da evitare in caso di cefalea a grappolo.

    Cibi da preferireCibi da evitare
    Verdura fresca di stagioneFormaggi stagionati
    Frutta fresca di stagioneAlcolici
    LegumiVino rosso
    Pesce azzurroPesce affumicato
    Pane e pasta integraliCioccolato