Cataplessia: sintomi, cura e terapia

La cataplessia consiste in una perdita del tono muscolare

da , il

    cataplessia sintomi cura terapia

    Cataplessia: quali sono i sintomi, la cura e la terapia? Si tratta di un disturbo che consiste in una perdita del tono muscolare improvvisa e mentre si è svegli. La debolezza muscolare può interessare tutto il corpo o soltanto alcune parti di esso. E’ tipico dei soggetti che sono affetti da narcolessia. Di solito il tutto si verifica in seguito ad una forte emozione o per una crisi di riso. Il soggetto cade a terra, anche se non perde conoscenza. I sintomi sono visibili, perché si verifica un indebolimento dei muscoli facciali e poi cedono gli arti. Per la cura si usano alcuni farmaci, come gli antidepressivi e il sodio oxibato, anche se la ricerca scientifica ultimamente sta sperimentando altre terapie.

    I sintomi

    I sintomi della cataplessia non devono essere scambiati con ciò che si verifica durante gli attacchi epilettici. Inizialmente si determina un indebolimento del tono muscolare a livello dei muscoli facciali, anche se tutto questo è appena percettibile. I segni, invece, diventano particolarmente evidenti, nel momento in cui cedono gli arti superiori e inferiori, fino a quando subentra l’atonia muscolare completa. Il soggetto colpito può cadere, ma rimane pienamente cosciente di tutto ciò che accade intorno a lui. Gli attacchi cataplettici non sono prevedibili, ma si ritiene che possano avvenire più frequentemente in caso di stress e di carenza di sonno.

    La cura e la terapia

    La cura della cataplessia avviene a base di farmaci specifici. Se il disturbo è in relazione con la narcolessia, si usa il sodio oxibato. In ogni caso i sintomi possono essere alleviati con l’aiuto degli antidepressivi triciclici o degli inibitori della ricaptazione della serotonina. Sono proprio questi medicinali, utilizzati anche per alleviare alcune manifestazioni associate al sonno REM, come le allucinazioni ipnagogiche o la paralisi del sonno, che si dimostrano efficaci, comportando anche minori effetti collaterali rispetto agli antidepressivi. Maggiori questi ultimi sono, invece, per ciò che concerne l’utilizzo del sodio oxibato. Tra le manifestazioni collaterali ci sono anche la nausea e il peggioramento del sonnambulismo.

    Gli antidepressivi triciclici hanno come caratteristica principale la capacità di fare in modo che la serotonina e la noradrenalina non vengano ricaptate nelle terminazioni nervose. Le controindicazioni sono, però, tante, per questo motivo oggi si tende maggiormente a sostituirli con gli inibitori della ricaptazione della serotonina, come la fluoxetina e la venlafaxina, che non causano secchezza delle fauci e stordimento. La ricerca scientifica sta sperimentando differenti trattamenti, che comprendono anche la terapia genica. Tuttavia sono ancora necessari altri studi, per confermare la validità di queste terapie.