Cardiopatie: notevoli progressi con le cellule staminali adulte

Cardiopatie: notevoli progressi con le cellule staminali adulte

Una nuova metodica di impianto di cellule staminali in aiuto nella cardiochirurgia e nella cura delle cardiopatie

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    Una nuova metodica di impianto di cellule staminali in aiuto nella cardiochirurgia e nella cura delle cardiopatie

    I malati di cuore, potranno tirare un sospiro di sollievo, se il lavoro scientifico dell’American College of Cardiology 2006, dovesse confermare i dati, fin’ora oggetto di sperimentazione clinica, secondo i quali, le cellule staminali adulte impiantate a livello del tessuto cardiaco malato o dell’arteria coronarica, migliorano sia il flusso di sangue nei pazienti cardiopatici, sia la funzione cardiaca e la contrattilità del muscolo cardiaco, la mortalità di molti pazienti cardiopatici sarebbe destinata a diminuire, sensibilmente.

    I risultati dello studio americano dimostrano che, laddove i pazienti sono stati sottoposti a questo trattamento, in essi sono migliorate le condizioni cardiache e questo, è direttamente proporzionale al numero di cellule staminali impiantate, visto che maggiore è il numero di questi elementi ricevuti dai pazienti, migliore è la capacità degli stessi a reagire alla malattia.

    Gli scienziati, tuttavia, manifestano un prudente ottimismo alla luce dei risultati ottenuti, tenendo a precisare che occorrono maggiori e più approfonditi studi prima di arrivare ad una conclusione definitiva di successo terapeutico di questa metodica che vede impegnate le cellule staminali, come ha fatto osservare Mariann Gyongyosi, M.D., Division of Cardiology,University of Vienna Medical Center, Vienna, Austria. Tuttavia, il lavoro congiunto di tanti scienziati e medici che si sono mossi in questa direzione è un’importante passo avanti per capire il significato terapeutico delle cellule staminali nei soggetti cardiopatici, soprattutto di quelli che soffrono di un’eventuale cardiopatia ischemica.

    Nella pratica il lavoro degli scienziati è stato gratificato dall’evidenza che, dopo i primi 6 mesi di trattamento con iniezione di cellule staminali, la funzione del ventricolo sinistro del cuore è migliorata in ragione del 4,7%, riferita alla migliore forza di contrattilità del cuore stesso, un aumento del movimento della parete del cuore ed una diminuzione dei disturbi legati al minore afflusso di sangue, in termini tecnici, difetti di perfusione, sono stati osservati negli stessi pazienti, dopo trattamento.

    Ad essere esaminati 17 soggetti che avevano subito un intervento di by pass o uno stenting dell’arteria coronarica. Ricordiamo che lo stent è una particolare struttura metallica cilindrica a maglie che, una volta introdotta all’interno dell’arteria viene fatta allargare laddove c’è l’ostruzione, quasi sempre dovuta a placche aterosclerotiche costituite da colesterolo; questa pratica consente di aumentare il lume del vaso fino a quando questo non raggiunge il diametro ottimale pari a quello che aveva prima dell’ostruzione.

    E’ un intervento che può essere fatto sia dopo un fatto acuto che a distanza di tempo o in maniera preventiva e, quello dello stenting, è ritenuto un intervento non invasivo.

    Ebbene,osservando, mediante ecocardiografia a tre dimensioni, le condizioni del cuore, si è potuto agire con precisione impiantando le cellule staminali da midollo osseo, nei punti ritenuti dai medici, più ottimali per la cura, col risultato che, laddove era stato impiantato un maggior numero di cellule staminali, si erano avuti i miglioramenti più consistenti. A questo risultato si è anche giunti grazie al sistema NOGAR, un rivoluzionario metodo di esplorazione cardiaca che consente di osservare il cuore, tridimensionalmente, fatto che, oltre a consentire una perfetta visione dell’organo esaminato, consente anche al medico di stabilire il luogo esatto dove eseguire l’impianto di cellule staminali volto alla cura, anche, di stati di insufficienza cardiaca congestizia e ischemia cronica. La ricerca è stata condotta grazie anche a Cordis Corporation, leader per l’interventistica cardiovascolare.

    Alla luce di questi risultati, le speranze di vita e la qualità della stessa di tutti quei pazienti affetti da patologie cardiache, come quelle appena esaminate, è destinata a migliorare man mano che la ricerca congiunta sulle cellule staminali e sulle metodiche di esplorazione e interventistica cardiovascolare, procedano nel tempo, individuando, infine, il numero esatto di queste cellule da impiantare, in funzione del grado di malattia e dei danni che questa ha apportato nell’apparato cardiaco dei pazienti trattati.

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