Cardiopatie: le vacanze dei malati di cuore solo con prudenza

Cardiopatie: le vacanze dei malati di cuore solo con prudenza

Cardiopatie: le vacanze dei malati di cuore solo con prudenza

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    Si alle vacanze anche per i cardiopatici, ma con prudenza

    Ma chi l’ha detto che la vacanza faccia sempre bene all’organismo,al contrario, proprio in vacanza, il cuore, inteso come organo in senso anatomico, di molti potrebbe avere problemi. Ciò non significa di certo che le agognate ferie facciano male alla salute ma, soprattutto chi soffre di malattie cardiache dovrà fare attenzione a tutte quelle attività improvvise, faticose soprattutto quando l’organismo non è abituato ad essere sollecitato in modo eccessivo e non v’è alcuna preparazione fisica alle spalle.

    Novelli centometristi o improvvisati centrocampisti desiderosi di un posto nella nazionale di calcio, attenzione a non esagerare con evoluzioni insensate in un campo di calcetto in una partita fra scapoli e ammogliati perché il pericolo potrebbe essere in agguato.

    La stessa raccomandazione vale al mare, o in montagna, nel primo caso, meglio evitare di crogiolarsi per ore al sole soprattutto alle prime esposizioni dell’anno, in montagna evitare marce longhe o piroette in discoteca o in balera se non siete abituati, quando invece, per tutto il resto dell’anno, fate vita sedentaria ai massimi livelli.

    Ciò in quanto, già la vacanza in se obbliga il nostro apparato cardiovascolare ad un supermenage, pur senza fare sforzi eccessivi; ragion per cui, se il cuore non è perfettamente in ordine, il rischio di palesare o aggravare una patologia della quale magari non siamo nemmeno a conoscenza è alto e a slatentizzare queste forme provvede l’aumento o l’abbassamento brusco della temperatura ambientale a seconda dove ci si reca, ma anche una diversa alimentazione rispetto a quella che siamo soliti seguire se aggiunto a quelle fatiche cui, volente o nolente, chi è in vacanza non evita di certo.

    I consigli della medicina sono dunque rivolti a quel minimo di informazioni basati prima che sulla scienza sul buon senso che ognuno di noi dovrebbe avere. Dunque, un buon consiglio è per coloro i quali soffrono di malattie cardiovascolari, negli spostamenti preferire l’aereo, si intende, quando non vi siano controindicazioni a questo mezzo, rispetto che all’auto e al treno se questo dovesse essere sovraffollato.

    Per chi, invece, nonostante tutto sceglie l’auto, evitate “maratone” di più di 150/200 chilometri a tappa,indipendentemente se siete voi o no, a guidare, ciò per evitare di affaticare l’organismo. Nella malaugurata ipotesi si restasse in panne con la propria vettura, chiamare i soccorsi, anche per la sostituzione di una banale ruota bucata. Così come da evitare le corse per raggiungere treni in partenza o autobus in movimento con la speranza che i conduttori fermino i mezzi vedendoci in difficoltà. Posto che lo facciano si potrebbero verificare gravi danni all’apparato cardiovascolare per lo sforzo improvviso soprattutto in condizioni climatiche rigide o torride per via dello sforzo compiuto.

    Per quanto riguarda la vita all’aria aperta, ricordarsi che la vacanza, generalmente, dura dai sette ai dieci giorni, ciò significa che concentrare tutti gli sforzi nei primi due giorni è sbagliato perché non si consente al fisico di abituarsi, gradatamente, al nuovo ambiente. Utile infine per soggetti cardiopatici non privarsi dei normali svaghi, anzi, però nel raggiungere una località sarebbe bene che questi pazienti si informassero per tempo della possibilità che in zona possa esistere un centro medico attrezzato, soprattutto per le patologie di cui soffrono, non certo per rovinarsi una vacanza, quanto invece per non dovere, in caso di necessità, peregrinare a destra e sinistra alla ricerca di un centro che possa fare al caso proprio.

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