Caraffe filtranti: lo stop del ministro Balduzzi

Caraffe filtranti: lo stop del ministro Balduzzi

Il ministro Balduzzi dice basta alle caraffe filtranti senza regole e senza garanzie: nuove norme più restrittive e chiare

da in Acqua, Ministero della Salute, News Salute, Prevenzione, Sanità
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    caraffe filtranti pericolose

    Chiede chiarezza e sicurezza il ministro della Salute Balduzzi sul tema dell’acqua e delle caraffe filtranti, che, negli ultimi anni spopolano sul mercato italiano, promettendo di filtrare e depurare la tanto vituperata acqua del rubinetto. Già più volte sottoposte al vaglio degli esperti, protagoniste di dibattiti, tra fan e detrattori, le caraffe, secondo il ministro Balduzzi sono da considerate “inadeguate per la salvaguardia per la salute”.

    Inadeguatezza, che, in molti casi, potrebbe costare cara, sia alle aziende, alle quali il ministro ha dato un ultimatum, cioè un termine di sei mesi, entro il quale devono adeguarsi alle nuove norme, garantendo prodotti davvero sicuri, sia ai consumatori che hanno utilizzato le caraffe, considerandole sicure ed efficaci. I produttori, inoltre, sono obbligati a garantire ai consumatori la corretta informazione sui prodotti forniti, per dare loro tutti gli strumenti per effettuare una scelta davvero consapevole.

    “Bollate” come inadeguate, ma non solo. Secondo il ministro Balduzzi, questa caraffe, esenti, troppo spesso, da controlli e verifiche, in molti casi, sono in grado di eliminare le caratteristiche di potabilità. Constatati i pericoli, verificati i rischi, il ministro ha emanato un nuovo decreto sulle “apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo”, accompagnato da una relazione tecnica che non lascia scampo alle caraffe.

    Caraffe, ma non solo. Il nuovo provvedimento ministeriale “prende di mira” anche gli altri impianti di depurazione dell’acqua del rubinetto, come quelli mobili o fissi presenti in molte abitazioni, ma anche in esercizi aperti al pubblico, come bar e ristoranti. Tutti questi dispositivi, entro sei mesi dovranno rispondere ai nuovi requisiti dettati dal decreto, in termini di sicurezza dei materiali, ed essere provvisti di istruzioni per l’utilizzo, dettagliate e precise.


    I rischi, secondo il team di esperti ministeriali che hanno condotto le verifiche e i controlli del caso, “questi apparecchi hanno l’unico scopo di modificare le proprietà organolettiche (sapore, odore, colore) e una mancata o inefficiente manutenzione potrebbe addirittura far sì che nel tempo l’acqua in uscita perda le caratteristiche di potabilità (per esempio i corretti valori di Ph)”.

    Rincara la “dose” anche un altro vero esperto in materia, il professor Matteo Vitali, docente di Igiene presso l’università la Sapienza di Roma, secondo il quale “molti apparecchi non sono costruiti con materiali idonei all’uso alimentare, sono sprovvisti di manuali per la manutenzione e di scadenze certe, fondamentali per la sicurezza del consumatore. Oltretutto modificano l’acqua indistintamente senza tener conto della sua composizione specifica. Esempio, quella di Roma è ricca di calcio e magnesio mentre quella di Torino presenta contenuti di questi sali molto piu bassi. I filtri rimuovono buona parte di calcio e magnesio senza distinguere. L’acqua di Torino così risulta estremamente povera di questi elementi. Inoltre la durezza dell’acqua non nuoce”.

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