Capelli: come trattarli in estate

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Piastra

Come mantenere sani i capelli e in contemporanea sottoporli agli adattamenti alla moda, nel taglio e nel colore, al mare, con l’acqua marina e la sabbia, e per le serate con i lavaggi frequenti o anche solo con l’inquinamento quotidiano?

Difficile ma non impossibilie: i fattori che possono concorrere a indebolire e rovinare il capello, nella sua lunghezza, sono tanti, ma si badi bene che la principale causa di un capello rovinato, non e’ in realta’ il fattore esterno che lo sporca o che lo unge, ma la mandanza di cure da parte della persona, i lavaggi poco adatti alla struttura sbagliata, l’uso di prodotti e strumenti sbagliati e la trascuratezza. Se a questo si aggiuge il percorso che il capello fa, prima di spuntare sul nostro capo, non si puo’ trascurare il fatto che esso passa attraverso un percorso di trasformazione e di formazione, quello pilifero, che risente subito di fattori come la cattiva alimentazione, malattie e infezioni in corso o passate, trasformazioni chimiche dovute a prodotti o coloranti, fissanti o piegatori e strumenti di bellezza che ne possono alterare la srtruttura, come ad esempio spazzole, caschi e piastre.

In estate il capello si stressa, viene lavato abbastanza spesso, a volte subisce l’attacco dell’acqua del mare, a volte a causa del sudore viene trattato con sgrassanti e prodotti che sono piu’ agressivi di quanto la sua struttura naturale richiederebbe. Per questo accade spesso che, in autunno, si arrivi ad avere una lunghezza danneggiata e sfibrata, con tante doppie punte e con una colorazione spenta.

Che fare allora per evitare che i capelli si rovinino e per rimetterli in forma? Prima di tutto una visita al parrucchiere, per fare uno screening completo della situazione, va bene. Il parrucchiere puo’ definire se il capello e’ malato o se e’ rovinato, puo’ eventualmente rilevare dei cambiamenti a livello di epidermide e di sebo, per capire che tipo di prodotti usare per recuperare la situazione.

I prodotti che il parrucchiere vi consigliera’ saranno certamente quelli adatti, e siccome spesso un prodotto professionale ha costi proibitivi, dopo il trattamento in negozio, potete scegliere degli equipollenti che si trovano in commercio a prezzo inferiore nei negozi di saponi e creme o al supermercato.

Il prodotto per il lavaggio frequente deve essere quello giusto per il capello, non va scelto a caso, e nel dubbio, tra il prodotto piu’ agressivo e quello piu’ delicato, per i lavaggi frequenti, va preferito il secondo. Poi dipende tutto dal tipo di capello, perche’ i capelli non sono tutti uguali, sia per epidermide, che per struttura, che per caratteristiche di composizione.

I capelli grassi, ad esempio, a meno che non siano grassi per una patologia in corso, possono essere lavati tutti i giorni, specialmente quando il grasso e’ piu’ abbondante; quelli fini e secchi, invece, vanno lavati alla bisogna, perche’ ne risentono. In questo caso e’ meglio usare uno shampoo che oltre a essere delicato possa anche idratare la pelle secca.

Per un capello con la forfora va usato un prodotto specifico, e va curata l’alimentazione, che spesso determina una abbondanza di produzione nei soggetti a rischio; la forfora puo’ dipendere anche da patologie correlate all’apparato digerente o legate al sistema nervoso. Per combatterla, curarla e eventualmente guarirla, bisogna cercare di cambiare le abitudini che la fanno scatenare, evitare l’uso di berretti o di copricapo che facciano sudare ancora di piu’ il cuoio cappelluto, spazzolare spesso i capelli e cercare di trattarli per tenerli sani.

Nel caso di capelli fragili, invece, vanno scelti prodotti che diano volume, per renderli piu’ vitali e per metterli in evidenza, i migliori prodotti sono a base amminoacida, e lasciano comunque il capello leggero e pulito; in questo caso e’ indicato l’uso della spuma e dei prodotti cheratinici, per cercare sia di dare volume che di ricostruire e trattare le parti delicate o soggette al danneggiamento. In questo caso tagliare le doppie punte e controllare i capelli spezzati e’ un impegno da mantenere costante.

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Lun 23/06/2008 da Martina Cecco in ,

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