Candidosi: presto un nuovo farmaco

Candidosi: presto un nuovo farmaco

La Candidosi è una malattia diffusa specialmente in soggetti immunodepressi: l'enzima che ne causa lo sviluppo infatti trova la sua ragione nel momento in cui la persona ha minore capacità di reagire alla immunosopressione; si stima che nella maggioranza dei casi di soggetti malati di AIDS o di cancro la Candidosi sia una normale evoluzione di una patologia correlata

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    Candidosi

    Per la Candidosi il brevetto è italiano e si tratta del frutto della preziosa collaborazione tra Istituto Superiore di Sanità e Università di Firenze, quello che viene studiato e proposto ora è un farmaco che serve per curare i casi di Candida in persone immunodepresse e per i casi più recidivi.

    Il brevetto della ricerca congiunta italiana è arrivato a seguito dello studio sui nuovi composti per il trattamento delle infezioni causate dalla Candidosi e dal fungo Candida. In genere questo fungo è colpevole di episodi di infezione all’apparato genitale femminile, con esplosioni in vaginite e perdite di muco con sviluppo di affezioni correlate.

    Il gruppo di ricerca è stato coordinato dal Professor Antonio Guarna, Direttore del Dipartimento di Chimica organica “Ugo Schiff” interno all’Università di Firenze, in coordinazione con il gruppo di ricerca di Antonio Cassone, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell’ISS.

    Lo studio ha permesso la progettazione e la sintesi per l’attività di molecole in grado di inibire l’enzima responsabile della Candidosi, si tratta dell’inibizione dell’enzima aspartil-proteasi, identificato con la sigla SAP 2. Lo studio va a vantaggio dei soggetti immunodepressi, infatti il farmaco permette di trattare i casi in cui il sistema immunitario non è in grado di reagire agli episodi di Candidosi, come persone che sono affette da malattie come il cancro e l’AIDS.

    La Candida infatti è una delle patologie correlate alle malattie da immunodepressione, tra le più diffuse in fatto di immunodeficienza, poiché il fungo non trova nell’organismo una reazione di inibizione alla procreazione e quindi si sviluppa tendenzialmente in tutte le sue forme, sia che si tratti di forme più gravi, come all’apparato genitale, che meno diffuse, alle mucose della bocca, etc..

    Si stima che la quasi totalità di soggetti malati di patologie come AIDS e Cancro siano stati malati anche di Candidosi, motivo per cui se ne stima che un farmaco di questo genere potrebbe avere altissime applicabilità.

    Non si deve infatti dimenticare che la Candidosi può diffondersi anche alle mucose degli apparati interni al corpo, non ci sono priorità o fattori che determinino una patologia riservata alle mucose in comunicazione diretta con l’esterno.

    Si tratta quindi di casi di ascessi polmonari, di endocarditi, di meningiti, di endoftalmiti, come anche episodi sporadici ma non per questo meno gravi di ascessi cerebrali, o di artriti; nel caso di Candidosi diffusa ad esempio, si stima che l’uso dell’antibiotico non sia del tutto efficace, per cui l’esito è infausto in circa la metà dei casi.

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