Cancro: un parternariato europeo

Cancro: un parternariato europeo

Affrontare la ricerca e la prevenzione al tumore da un punto di vista europeo, unendo le forze di tutti i paesi membro, per fare in modo che siano applicati gli schemi e le buone prassi che sono vincenti, risparmiando tempi e danaro grazie alla concertazione

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    Parternariato Europeo

    La Commissione della Comunità europea, il 24 giugno 2009 in sede di Parlamento europeo al Comitato economico e sociale europeo ha steso la revisione definitiva del documento per il parternariato europeo nella lotta contro il cancro.

    Il Parlamento europeo ha deciso il perché della necessità di una convocazione per un parternariato, la cui esigenza nasce dal fatto che il cancro, nonostante i progressi della medicina è fino ad ora una delle principali cause di morte, i dati che risalgono al 2006 parlano di come il 20% delle donne e il 30% degli uomini siano colpiti da questa patologia e di come l’esito sia infausto in un grande numero di casi, troppo numerosi sono i decessi nonostante il progresso della tecnologia diagnostica e lo sviluppo della medicina.

    Ogni anno sono circa 3.2 milioni i cittadini europei a cui il cancro viene diagnosticato e la competenza normativa in fatto di interventi sanitari è ancora in mano agli stati membri dell’unione. Per il quinquennio 2008/2013 l’approccio sanitario, secondo gli obiettivi che si è data l’Unione Europea, è della condivisione delle buone prassi e dei progressi scientifici, che si traduce in una messa in rete di competenze e di strategie vincenti per combattere la malattia fin dalla prima diagnosi.

    Il 10 aprile 2008 è spettato al Parlamento europeo di adottare una risoluzione sulla lotta al cancro, mentre il 10 giugno 2008 sono state adottate le conclusioni del Consiglio sulla riduzione dell’incidenza dei tumori (1-3).

    Il costo per la società del cancro nel solo 2005 a livello europeo è considerevolmente aumentato: si parla di 17 milioni di anni di vita DALY ossia al netto della disabilità, per cui si è stabilito che è impellente un approccio trasversale, che includa la prevenzione, l’istruzione, la formazione sulla malattia e sulle sue cause, per arginare prima di tutto l’incidenza in tutti quei casi in cui il male sarebbe stato evitabile con uno stile di vita ragionevole.

    Ipotesi di arginamento del danno a partire da una buona prevenzione sono state fatte calcolando l’indice di incidenza del tumore, ad esempio sulle donne, se tutte le donne si sottoponessero a uno screening per il carcinoma uterino: il 94% degli anni che sono persi sarebbe recuperato con una media di una anno ogni 152 donne. Questo per parlare con i dati che sono in mano all’Organizzazione Mondiale della Salute.

    Ma allora perché si parla di parternariato europeo nella lotta contro il cancro: se ne parla perché il coordinamento delle iniziative in europa vuole arrivare a ottimizzare in tutta europa gli standard degli stati che meglio riescono a gestire questa malattia, limitando la dispersione di tempo e di energie. Da qui la necessità di una risposta anche politica a questo grave problema.

    La commissione ha stilato una lista di comportamenti orizzontali che sono predisponenti la malattia, eliminando i quali l’incidenza della malattia potrebbe diminuire in maniera considerevole: sono comportamenti predisponenti quelli come il tabagismo, l’eccesso ponderale, la scarsa assunzione di frutta e verdura, la sedentarietà e il consumo di alcool.

    Ma non sono solo i comportamenti sbagliati a influire sulla malattia, ci sono altri fattori che sono di ambito nazionale, politico, da considerare, non ultimi quelli che hanno correlazione con l’ambiente che si frequenta, con il lavoro che si svolge, l’esposizione a sostanze che possono avere influenza sulla malattia. Il World Cancer Report 2008 dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) parla di come sia necessario intervenire sugli ambienti e sulle norme che riguardano i posti di lavoro e di lunga permanenza.

    Ecco il senso della promozione della salute, che negli stati membri dell’unione europea si sviluppa attraverso le campagne informative e i programmi di screening nazionali.

    Tumore alla mammella, tumore al collo dell’utero, tumore alle ovaie, ma anche virus e infezioni, non ultimo l’HPV. L’obiettivo dell’unione europea è fissato per il 2013, anno in cui per le malattie più gravi si prevede un quadro completo di prevenzione su tutta la popolazione, sempre femminile, in questo caso.

    Quali le soluzioni che l’unione europea si prospetta: un approccio attraverso una equipe multidisciplinare, una costruzione di reti di riferimento per nel settore delle malattie rare, la diffusione delle informazioni concertate.

    Sono molte le azioni che il parternariato intende intraprendere per affrontare il cancro in ogni sua declinazione, per proporre un modello globale che sia il più possibile il migliore e il più efficace.

    Allo stesso modo approccia alla ricerca sul cancro, uno dei nodi nevralgici su cui è tenuta a spendersi l’unione europea, coinvolgendo le università, le imprese e le industrie farmaceutiche. Si chiama IMI Iniziativa per la Medicina Innovativa la nuova forma di collaborazione tra il pubblico e il privato per la ricerca e la sperimentazione clinica farmaceutica che gode dei progetti ESFRI che prevede entro il 2013 il coordinamento interessi un terzo delle attività di ricerca, indipendentemente dalla loro fonte di finanziamento.

    1. “Un impegno comune per la salute: approccio strategico dell’Unione europea per il periodo 2008-2013″,COM(2007) 630.
    2. Risoluzione del Parlamento europeo del 10 aprile 2008 sulla lotta al cancro in un’Unione europea allargata, [P6_TA(2008)0121].
    3. Consiglio dell’Unione europea, conclusioni del Consiglio sulla riduzione dell’incidenza dei tumori,2876ª sessione del Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori”, Lussemburgo, 9-10 giugno 2008.

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