Cancro: si muore molto meno di un tempo

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Il cancro fa meno paura di un tempo quando rappresentava per lo più una vera condanna a morte, ma oggi le cose son cambiate e sempre di più cambieranno ed in meglio al punto che oggi siamo persino in grado di affermare che una buona quota di pazienti neoplastici può persino superare la sua patologia, ma una cosa utile da segnalare è il fatto che quasi la metà dei pazienti affetti da un tumore dopo cinque anni dalla diagnosi è ancora viva e questo non è certo un dato di poco conto se si pensa che le scoperte in medicina sono all’ordine del giorno.

A divulgare la notizia, medici e ricercatori dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negra, nel corso del Convegno ” Per una vita come prima ” giunto alla sua terza edizione dove è stato possibile venire a contatto con tante testimonianze da parte di quei pazienti che hanno voluto o lasciano una testimonianza del loro stato alla luce delle cure ricevute e che hanno raccolto le proprie esperienze all’interno di un sito per una vita come prima soprattutto da parte di coloro che ce l’hanno fatta e vogliono divulgare le proprie esperienze….

Una situazione che riguarda una popolazione di almeno due milioni di ex malati, larga parte rappresentati da donne curate da tumori al seno quella che manifesta i migliori successi terapeutici, resta il fatto però che per molte di queste persone i problemi poi giungono dopo nel confrontarsi con la vita di tutti i giorni magari perché a seguito della neoplasia hanno perso il lavoro, o perchè devono confrontarsi con alcuni aspetti psicologici seguiti alla malattia, ma questo esula un po’ dall’argomento di base che riguarda i successi terapeutici che la moderna terapia antitumorale riesce a fare.

Ed infatti nel corso del congresso i medici hanno voluto richiamare l’attenzione dei media sui progressi ottenuti nella cura del cancro al seno, se questa è avvenuta nei primissimi stadi del tumore con una guarigione nell’ordine del 98% dei casi diagnosticati, addirittura nel tumore al testicolo, sempre con le raccomandazioni per una diagnosi precoce, la guarigione può avvenire anche nel 100 per cento dei casi

Di cancro, sottolinea Marco Venturini, a capo dell’Oncologia di Negar, «si parla ormai come di una malattia cronica: ma se i farmaci “a bersaglio” rivestono un grande merito nella diminuzione della mortalità, la prevenzione primaria, in particolare dieta e movimento, gioca un ruolo almeno altrettanto importante».

Ed è in questo contesto che i medici sottolineano l’importanza di un sano esercizio fisico nella protezione dei tumori, soprattutto per quelli al colon e al seno, difatti secondo gli scienziati, donne che svolgono attività fisica si ammalano meno di tumore al seno e, se ammalate, reagiscono al meglio alle cure oncologiche, per non contare che l’esercizio fisico è anche una buona arma contro le recidive della malattia. Dunque, mai come adesso le donne dovranno combattere il soprappeso e l’obesità, anche se solo servirsi per proteggersi da queste neoplasie.

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Lun 18/05/2009 da

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