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Cancro: l’anno prossimo il responso circa l’efficacia del veleno anti-tumore

Cancro: l’anno prossimo il responso circa l’efficacia del veleno anti-tumore

Cancro: l'anno prossimo il responso circa l'efficacia del veleno anti-tumore

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    Il dottor Silvio Buzzi

    La notizia è di quelle che fa discutere, ma non troppo, perché più che parlarne tanto, occorre sperare, fatto sta che all’estero, in Giappone per la precisione, ci hanno voluto vedere chiaro e hanno chiesto allo scienziato italiano, Silvio Buzzi da Ravenna, di sperimentare la sua scoperta.Il dottore Silvio Buzzi però non è un oncologo eppure ritiene di aver trovato un’arma efficace contro il cancro, una sorta di vaccino ricavato dalla tossina della difterite, una grave infiammazione che faceva tremare i polsi delle nostre bisnonne un tempo atterriti di fronte ad una malattia che, prima che si scoprisse il vaccino, mieteva la vita di bambini come fossero mosche.

    Silvio Buzzi, che di professione fa il medico neurologo, avrebbe sperimentato in maniera per lo più casalinga, la CRM197, ovvero la forma meno cruenta della tossina difterica che, secondo i suoi studi, potrebbe rivelarsi un’arma efficace contro il cancro al punto che si annovererebbero un migliaio di pazienti già trattati dal medico ravennate e persino il Lancet, celeberrimo ed autorevole rivista scientifica inglese nei capitoli riservati alle novità in campo oncologico, riferisce di obiettivi miglioramenti da diminuita massa tumorale regredita dopo trattamento con la CRM197. La stessa Pharmaceutical Medical Devices Agency, una sorta di Food and Drug Administration giapponese, sottolinea con decisione che dopo trattamento con il farmaco preparato dal dottore Buzzi si è assistito al miglioramento di tanti pazienti le cui condizioni sono rimaste stazionarie a lungo.

    Nemo profeta in patria
    Eppure il dottore Buzzi in Italia s’è visto rigettato il suo lavoro scientifico dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, motivando il rifiuto con una sterile giustificazione di incompletezza dei dati portati a suffragio della documentazione scientifica con l’aggravante che la scoperta italiana per la stessa Agenzia rappresenterebbe motivo per alimentare inutili speranze nei malati, soprattutto terminali. L’unica scappatoia che l’Aifa ha consentito al medico è stata quella di considerare non preclusa la possibilità di un affinamento della ricerca approfondendola nel tempo, cosa della quale ha approfittato immediatamente il team di ricercatori giapponesi che, di concerto con il dott. Buzzi, ha deciso di proseguire le sperimentazioni direttamente nel Sol Levante.

    Risultati davvero incoraggianti
    Ma c’è di più, mentre l’Italia sembra aver scordato e confinato all’oblio il ricercatore di casa nostra, medici giapponesi e scienziati di chiara fama si sono interessati ancor più alla tossina difterica, soprattutto alla luce dei risultati ottenuti dal medico dopo trattamento con questa sostanza di un tumore umano esteso all’ovaio di alcuni roditori, riscontrando il blocco totale delle masse tumorali. Confortati da questo risultato tre ricercatori di fama internazionale come Eisuke Mekada dell’Università di Osaka, specializzato in microbiologia, Shingo Miyamoto, oncologo-ginecologo, dell’Università di Fukuoka e Kaoru Hosoi, farmacologo si son fatti autorizzare dalle Autorità Governative della loro nazione affinché si potesse passare all’applicazione pratica sull’uomo di questo preparato anticancro i cui risultati sono tanto incoraggianti che la sperimentazione è stata continuata e si attende con ansia la conclusione degli esiti nel tempo che tale molecola avrà sull’uomo. Nello stesso frangente in Italia si comincia a sperimentare il preparato contro il melanoma, un temibilissimo tumore della cute e delle mucose.

    Alla luce di questi risultati, la sperimentazione del dottore Buzzi, iniziata all’inizio in forma strettamente privata dal medico italiano nel 1970 e proseguita in questi ultimo periodo insieme all’equipe di ricercatori giapponesi, prosegue e si protrarrà per ancora un anno circa, visto che intorno alla fine del prossimo anno, infatti, si dovrebbe essere in grado di apprendere i risultati pratici di questa importante scoperta sull’uomo, il cui preparato, si affretta a dichiarare il dottore Buzzi, è privo di effetti collaterali ai dosaggi impiegati.

    Ma come agirebbe il CRM197
    Iniziamo col dire che il CRM197 è la variante semi-innocua della tossina difterica, ovvero quella sostanza velenosa prodotta dal batterio della malattia, in questa variante la sostanza ha perso di pericolosità ma, una volta venuta a contatto con la cellula tumorale, riesce ugualmente a stimolare la reazione del sistema immunitario. Tale reazione avviene allorquando la tossina si lega al recettore Hb-Egf che rappresenta il bersaglio d’elezione delle cellule tumorali e dunque presente in grande quantità tanto più quando il tumore sia esteso e dunque maggiore è il numero di cellule tumorali presenti.

    Nella pratica la tossina si inocula sotto pelle e va a legarsi alle cellule tumorali, fatto che innesca immediatamente da parte del sistema immunitario del paziente l’attacco della sostanza estranea, appunto il CRM197 con l’intento di distruggerla avendo riconosciuto in essa un “nemico” temibile, appunto la tossina della difterite. In questa sorta di “inganno” risiederebbe la vera cura contro il tumore, visto che l’attacco determina la distruzione contemporanea anche delle cellule tumorali e la regressione del tumore stesso. Dunque, alla luce di tutto quanto detto, non ci resta che sperare e nel frattempo seguire il proseguo delle sperimentazioni presso il sito web crm197.it, del dottore Silvio Buzzi, nel frattempo accludiamo un video riguardo all’intervista rilasciata al TG3 mesi fa dal medico ravennate circa il seguito del suo lavoro scientifico. Vi informeremo nel tempo dei progressi della sperimentazione del medico italiano.

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