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Cancro, farmaci salvavita a pagamento: chi è povero muore

Cancro, farmaci salvavita a pagamento: chi è povero muore

Nonostante sia anticostituzionale, dal 27 maggio esistono in commercio due farmaci per la cura del cancro a totale carico del paziente

da in AIFA, Cancro, Farmaci
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    Farmaci a pagamento per il cancro

    È passata in sordina la notizia, ma presto chi ne avrà bisogno resterà scioccato. Il 27 maggio scorso, infatti, l’Agenzia Italiana per il Farmaco ha autorizzato la vendita di due farmaci per la cura del cancro a totale carico del malato.

    Si tratta del pertuzumab della Roche e l’afibercept della Sanofi-Aventis: due farmaci che potrebbero diventare salvavita ma che saranno prerogativa per chi è un malato di tumore ricco.
    Questi due prodotti infatti, costano rispettivamente 6.000 e 4.000 euro a somministrazione, ovvero ogni 21, massimo 28 giorni.

    È anticostituzionale eppure è vero: chi è povero muore. Non era mai successo fino ad oggi che si agisse così per le medicine salvavita, tanto meno per quelle necessarie a curare una malattia così infima come il cancro. Cos’è cambiato? L’ex ministro della Sanità, Renato Balduzzi, nel novembre 2012 ha firmato una disposizione che permette la vendita dei farmaci nelle farmacie, se dimostrato che sono efficaci, anche se non ancora ammessi al rimborso del Ssn. In questo modo solo chi ha soldi li può comprare, gli altri aspetteranno la mutua.

    Mutua che, come ben sappiamo, ha dei tempi biblici che i malati di cancro di sicuro non hanno. Basta pensare che molto spesso nel nostro paese i farmaci arrivano con grande ritardo, fino a due anni dopo l’approvazione europea, più i mesi per le autorizzazioni dell’Aifa, più quelli per definire il prezzo e le modalità di accesso al mercato. Un tempo che diventa ancora più infinito per chi ha pochi mesi di vita e una flebile speranza.

    In seguito alle vigenti normative, Roche ha deciso di usufruire del Decreto Legge Balduzzi, ovvero di rendere disponibile il farmaco ai pazienti senza attendere i tempi della negoziazione del prezzo e quindi ad un costo più elevato. L’azienda però, ha tenuto a precisare che la stessa normativa può garantire l’inserimento dei farmaci nella famosa “Classe C”: In questo modo sarà possibile un’immediata disponibilità del farmaco anche nelle sedi ospedaliere, ad un prezzo in linea con le norme europee e senza oneri a carico del paziente, in attesa dell’iter di negoziazione tra gli enti.

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