Cancro al fegato: e se usassimo l’aspirina?

Cancro al fegato: e se usassimo l’aspirina?

Potrebbe essere una bella scoperta scientifica quella americana che potrebbe riconoscere all'aspirina il ruolo di protettore del fegato dall'attacco di sostanze tossiche, farmaci compresi, ma aspettiamo gli eventi prima di gridare al miracolo

da in Farmaci, Malattie, Tumori
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    Aspirina

    Occorre fare una importante premessa, il mondo scientifico è in costante e continua evoluzione, ciò porta all’evidenza, quasi giornalmente, di sempre nuove e avvincenti scoperte che,spesso, apportano benefici alla nostra esistenza, il semplice fatto che negli ultimi trent’anni la vita media si è allungata di almeno dieci anni, ne è la conferma.

    Tale premessa è però necessaria per accostarsi con una certa prudenza alle sempre nuove scoperte scientifiche, non certo perché scarsamente accreditabili, quanto perché, le speranze di guarire da una malattia, la possibilità che un nuovo farmaco da poco affacciatosi sul mercato possa liberare dalle sofferenze, genera in molte persone tali e tante illusioni che non attendere la conclusione dei lavori di questo o quell’altro studio, prima di gridare al miracolo, fa correre il rischio di coltivare illusioni tali da far star peggio la gente!

    Premesso ciò, riportiamo una scoperta scientifica della Yale University a proposito della possibilità che l’aspirina possa opporsi in qualche modo al cancro al fegato, almeno così avrebbe sostenuto il dottor Wajahat Mehal, membro ricercatore della sezione di Malattie digestive e del dipartimento di immunobiologia della Scuola di medicina di Yale.

    Al di là di questa suggestiva chiave di lettura dell’acido acetilsalicico, l’apripista dei più moderni fans, ovvero gli antinfiammatori, l’antipiretico per eccellenza, capace di far abbassare la febbre con grande facilità, il valido antiaggregante piastrinico usato nella cura degli infarti e non solo, oggi potrebbe dimostrare un nuovo aspetto nelle sue caratteristiche che lo potrebbe vedere indiscussa arma da usarsi contro la neoplasia epatica.

    Non mancano le precisazioni degli scienziati americani, per’altro pubblicate insieme al lavoro nell’accreditato organo di informazione scientifica”Journal of Clinical Investigation”. L’aspirina, secondo gli studiosi, non rappresenterebbe in sé la cura del cancro al fegato, almeno sino alle attuali conoscenze, semmai preverrebbe quei danni epatici afferenti, ad esempio, all’abuso di alcol, all’obesità o all’utilizzo di quei fans, paracetanolo in testa, che nell’uso clinico pur se validissimo, potrebbero determinare effetti collaterali quali, appunto, le alterazioni al fegato. “Sono molte le sostanze che possono causare danni al fegato”, spiega il dottor Mehal “e noi abbiamo trovato il modo di inibirne il funzionamento. La nostra strategia clinica è quella di somministrare l’aspirina giornalmente per prevenire tali conseguenze”.

    Dunque, l’aspirina, stavolta a scopo preventivo e quale protettore epatico contro le aggressioni di altre sostanze, farmaci compresi.

    Ma attenzione, se la ricerca fosse confermata, saranno semmai i medici a decidere il da farsi ed eventualmente la posologia da adottarsi nell’utilizzo del farmaco. Per intanto ricordiamo che l’utilizzo dell’acido acetilsalicilico può essere controindicato in caso di allergia al principio attivo, così come dovrà essere utilizzato con cautela per via degli effetti collaterali a carico dell’apparato digerente e dei reni. Ovvio dunque ricordare che anche tale farmaco va somministrato a stretto controllo medico.

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