Calvizie: gli adolescenti italiani perdono sempre più capelli

La calvizie è un problema sempre più giovane: sono sempre più numerosi gli adolescenti costretti a fare i conti con la perdita dei capelli

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    calvizie diffusa tra i giovani

    I giovani, anzi i giovanissimi, gli adolescenti, perdono sempre più capelli? Nessun allarmismo, ma la calvizie è realmente un problema sempre più diffuso tra gli adolescenti italiani, almeno stando ai dati ufficiali, poco confortanti. Nonostante l’immagine dei giovani sia, nella maggior parte dei casi, caratterizzata da chiome lunghe e fluenti, nella realtà è sempre più grande la quota dei ragazzi costretti a fare i conti con i capelli che cadono, con la calvizie.

    I dati relativi alla perdita di capelli nelle fasce più giovani della popolazione è decisamente preoccupante: è ben il 18% degli adolescenti italiani, cioè uno su cinque, a soffrire di calvizie, di problemi legati alla perdita di capelli. La fotografia della “salute” delle giovani chiome degli adolescenti del Bel Paese è stata scattata da una recente ricerca, condotta su un campione di 10 mila ragazzi italiani con la collaborazione di oltre 100 dermatologi sparsi su tutto il territorio nazionale da IHRF, fondazione di ricerca per la patologia sui capelli.

    Lo studio, oltre a evidenziare il preoccupante trend al rialzo della calvizie tra i giovanissimi, caratterizza ulteriormente il fenomeno, delineandone meglio il profilo. Le vittime preferite di questa tendenza antiestetica sono soprattutto i maschi (60% dei casi), di età compresa, soprattutto, tra i 12 e 20 anni. Anche le giovanissime, però, non sono completamente immuni: è in crescita anche la quota, attualmente ferma al 40%, dei casi di calvizie declinati al femminile.

    Nella maggior parte dei casi il responsabile di questa perdita anomala di capelli ha un nome ben preciso, l’alopecia androgenetica, che è la forma più frequente di calvizie. Tra i fattori coinvolti contro i quali puntare il dito ci sono, sicuramente, quello genetico, perché la calvizie è legata alla trasmissione di un errore sui geni del cromosoma X ereditati dalla madre, ma anche la cattiva alimentazione e il fumo.

    Un disturbo dai risvolti estetici poco piacevoli, ma, soprattutto, dalle ripercussioni psicologiche difficili da sottovalutare. Causa stress, ansia, insicurezza e disagio. Nel 60% dei casi, i giovani percepiscono la perdita di capelli come un difetto difficile da accettare e da mostrare, vergognandosene profondamente fino, in alcuni casi, a rischiare l’isolamento da amici e coetanei.

    “E’ indispensabile rassicurare questi ragazzi sulla possibilità di contrastare la caduta con una diagnosi dermatologica il più precoce possibile, per evitare la progressione della calvizie e la ripercussione sulla qualità della vita. Al giorno d’oggi ci sono molti rimedi terapeutici utili, come per esempio i fattori di crescita naturali o di biotecnologia, che possono portare a una soluzione del problema nel 90% di questi ragazzi” ha osservato il professor Fabio Rinaldi, presidente IHRF.