Calvizie da stress in aumento, colpa della crisi

Calvizie da stress in aumento, colpa della crisi

La crisi economica colpisce il portafoglio, ma anche la pelle degli italiani, facendo aumentare i casi di calvizie

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    calvizie da stress e crisi in aumento

    La crisi economica, nazionale e internazionale, lo stato incertezza che regna sovrano in quasi tutto il continente, la disoccupazione in crescita e le preoccupazioni per il futuro al rialzo non fanno davvero bene alla salute, fisica e mentale, degli italiani. In particolare, complici stress e ansia da crisi, è in costante aumento il numero dei “malcapitati” colpiti da disturbi dermatologici più o meno seri. La calvizie, soprattutto, sembra assumere i contorni di un vero e proprio fenomeno dilagante, anche tra i giovani.

    Le preoccupazioni, l’ansia e lo stress causati dalla crisi economica rischiano di fare perdere, letteralmente, i capelli agli italiani. L’incidenza della calvizie, infatti, secondo le stime ufficiali, si aggira intorno al 15% della popolazione. A lanciare l’allarme per la chioma degli italiani in tempi di crisi, è uno studio dell’IHRF, fondazione di ricerca per la patologia sui capelli, presieduta dal dottor Fabio Rinaldi, docente presso La Sorbona e dermatologo a Milano.

    Gli esperti, guidati dal dotto Rinaldi, hanno analizzato gli effetti dello stress da disoccupazione e l’impatto dell’impoverimento collettivo sulle teste, ma soprattutto, sulle capigliature, degli italiani, delineando un quadro decisamente poco rassicurante. Nel corso dell’indagine, condotta nei primi mesi del 2012, da gennaio a oggi, grazie alla collaborazione di un nutrito numero di specialisti, cento dermatologi, ha evidenziato come la crisi economica abbia avuto conseguenze deleterie non solo sulle finanze degli italiani, ma anche sulla loro pelle, sul loro derma e sulla salute dei loro capelli.

    “Anche Thomas Mann ne ‘La Montagna Incantata’ ricorda come la frustrazione dell’insicurezza sociale provochi l’insorgere di malattie psichiche e fisiche. E la ricerca della IHRF ha in effetti evidenziato che persone sottoposte allo stress derivante dalla perdita del lavoro e dall’incertezza del futuro sono soggette a un netto aumento di molti sintomi di patologie cutanee più o meno gravi, tra cui la perdita dei capelli e la comparsa di prurito.

    Naturalmente in molti casi l’aumento dei livelli di stress facilita la recidiva di patologie cutanee già esistenti” ha osservato il dottor Rinaldi.

    Non è una vera e propria novità che lo stress sia il primo colpevole, imputabile senza troppe possibilità di difesa, quando compaiono alcune disturbi dermatologici, come la dermatite seborroica, l’alopecia areata o la psoriasi. La nuova ricerca ha definito meglio i contorni del fenomeno, collegando direttamente l’instabilità economico finanziaria del Paese con la perdita dei capelli.

    La sperimentazione, coinvolgendo ed esaminando un campione significativo di 634 pazienti adulti che hanno subito la perdita del lavoro (62% donne, 38% uomini, di età compresa tra i 35 e i 58 anni), ha messo in evidenza alcuni dati interessanti. Nel 6% dei partecipanti è stata rilevata la prima comparsa di chiazze di alopecia (la media normale è del 2%). Nel 47% dei pazienti, contro il 20% della media normale, è stata evidenziata una caduta importante e cronica dei capelli (defluvium telogenico). La dermatite seborroica e la psoriasi sono disturbi che hanno colpito il 18% (media 2-3%) dei pazienti; il prurito diffuso si è verificato nel 34% dei casi (media 3%) e il lichen ruber planus, una malattia dermatologica autoimmune che colpisce di solito l’1% della popolazione, nel 4% dei pazienti studiati.

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