Calazio: cure, rimedi e operazione

Calazio: cure, rimedi e operazione

Cos’è il calazio? Le cause vanno ricercate in un’infiammazione oculare

da in Cure, Occhi
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    Cos’è il calazio? Quali sono le cure, i rimedi e quando si deve ricorrere ad un’operazione? I calazi sono il risultato di infiammazioni delle ghiandole palpebrali, generalmente non di tipo infettivo. Questi noduli, simili a cisti, si formano all’interno di ghiandole palpebrali che servono per produrre grassi (ghiandole di Meibomio). Quando l’infiammazione interessa più di una ghiandola di Meibomio, si parla di calaziosi. Le principali cause del calazio vanno ricercate in un’infiammazione oculare. Tuttavia, essi sono più comuni nei pazienti con blefarite (infiammazione delle palpebre), orzaiolo, acne rosacea o altre malattie della pelle come l’eczema.

    Cause e rimedi
    Molti calazi finiscono per drenarsi spontaneamente, facendo sì che la patologia si possa risolvere da sola. Tale processo viene facilitato da periodici impacchi caldi e delicati massaggi alla palpebra. Tuttavia, alcuni calazi crescono fino a premere sulla cornea, determinando una temporanea irregolarità sulla superficie dell’occhio. In coloro che sono inclini a sviluppare calazi, l’oculista può prescrivere una terapia farmacologica specifica, l’applicazione di medicinali per via topica (applicati direttamente sulle palpebre) o l’assunzione di farmaci per via orale al fine di prevenire la formazione dei calazi stessi. Prediligendo i metodi naturali, si può optare per impacchi d’acqua calda, sfruttare le proprietà benefiche di camomilla, bicarbonato o olio di oliva (o di ginepro) oppure ricorrere all’omeopatia.

    I prodotti omeopatici più diffusi per il trattamento del calazio e per la cura e la terapia degli orzaioli sono la Straohysagria 7 CH e l’hepar sulfur 30 CH.
    Operazione
    Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un calazio fastidioso e persistente, è possibile sottoporsi ad un intervento chirurgico ambulatoriale di asportazione. Prima di procedere, il paziente deve firmare un modulo in cui dichiara di essere stato informato su finalità, modalità e possibili rischi dell’intervento, prestando il proprio consenso all’esecuzione chirurgica. L’oculista procede, quindi, ad anestetizzare la zona e a praticare una piccola incisione, di solito sotto la palpebra, per rimuovere il contenuto del calazio senza lasciare cicatrici visibili. L’occhio viene bendato per qualche ora. Durante le ore post-operatorie, il paziente può accusare sintomi come edema (gonfiore palpebrale), bruciore, dolore, fastidio e la sensazione di un corpo estraneo nell’occhio. Per ridurre il gonfiore palpebrale, il medico prescrive generalmente dei colliri specifici. Una procedura alternativa all’intervento consiste nell’iniettare corticosteroidi per consentire un rapido svuotamento del calazio. Un possibile effetto collaterale di questo tipo di cura, però, è lo schiarimento della cute dell’area trattata che la rende non indicata per soggetti con pelle scura.

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