Caffè: rende davvero più lucidi sul lavoro

Caffè: rende davvero più lucidi sul lavoro

Per i lavoratori costretti ai turni e anche a lavorare di notte il caffè potrebbe rappresentare un grande alleato per mantenersi lucidi ed evitare errori e infortuni sul lavoro: lo rivela uno studio inglese

da in Alimentazione, Benessere, Caffe', Ricerca Medica
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    Il caffè rende lucidi sul lavoro

    Buone notizie per quanti sono abituati a sorseggiare una tazzina di caffè per darsi la carica sul lavoro: la convinzione diffusa che la caffeina renda più lucidi e svegli è stata confermata da uno studio condotto dalla London School of Tropical Medicine di Londra e pubblicato sulla rivista scientifica “Cochrane Library Journal”.

    Benedetta pausa caffè, dunque, soprattutto per chi è costretto a lavorare anche di notte e facendo turni improbabili, a rischio, quindi, di sonnolenza e conseguenti errori o infortuni sul lavoro.

    I ricercatori hanno analizzato i dati di 13 studi clinici, svolti soprattutto su giovani tra i 20 e i 30 anni, che analizzano gli effetti della caffeina sulla qualità e sui risultati delle attività dei turnisti, in condizioni di lavoro simulate.

    I soggetti, dopo aver assunto caffeina in vari modi (nel caffè, nelle bevande energetiche, ma anche in pillole e nel cibo), sono stati sottoposti a test neuropsicologici che valutassero la memoria, il grado di attenzione, il ragionamento e l’elaborazione di concetti. Al contempo è stata considerata la loro capacità di compiere specifiche attività, come mettersi alla guida.

    Confrontando i risultati dei lavoratori che hanno assunto caffeina con quelli chi si è sottoposto a brevi pause di riposo e di coloro cui è stato somministrato un placebo, la caffeina si sarebbe dimostrata in grado di ridurre gli errori e aumentare le performance neuropsicologiche.

    “Sembrerebbe ragionevole affermare che la riduzione degli errori sia associata a un minor numero di infortuni, ma non possiamo quantificare questa riduzione” sottolinea una delle autrici dello studio, Katherine Ker.

    Certo, considerata la giovinezza dei soggetti studiati, occorrerà valutare se l’effetto della caffeina vale anche per i lavoratori più anziani.

    Immagine tratta da Termoli.files.wordpress.com

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