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Caffè: ma ci rende davvero svegli?

Caffè: ma ci rende davvero svegli?

Ma siamo sicuri che dopo la sosta lavorativa del weekend sia proprio il caffè a tenerci svegli o la sensazione sia solo il frutto della nostra personalissima convinzione?

da in Alimentazione, Caffe', News Salute
Ultimo aggiornamento:

    tazzina di caffè

    Il lunedì per tutti, sopratutto lavoratori e studenti, è la giornata più difficile da affrontare e ciò se si tiene in considerazione il fatto che la pausa rappresentata dal weekend, oltre al fatto di avere a volte variato il ritmo sonno veglia magari col fatto di esserci alzati più tardi la mattina del sabato e della domenica, causano nell’individuo un disadattamento iniziale il primo giorno della settimana.

    Ma ciò che ci si chiede a questo punto è…. la sonnolenza del primo giorno di lavoro a questo punto, è contrastabile col caffè?

    Sembra una domanda semplice, ma così non è, se consideriamo che in molti pensano che ricorrere ad una, due, tre tazzine e oltre al giorno della tradizionale bevanda, siano in grado di farci riacquistare quella concentrazione persa per i motivi di cui sopra. Ma stanno davvero così le cose o la tazzina di caffè agisce al meglio solo perchè ci convinciamo di questo?

    Anche stavolta una risposta esauriente può darcela la scienza ed in particolare la ricerca pubblicata sull’ultimo numero del Cochrane database of systematic review, che ha raccolto tutta la letteratura scientifica più recente sull’argomento e che ha indagato su lavoratori che a turno svolgevano la loro attività la notte. Esaminando lo studio recente, si sarebbe dimostrato che in effetti il caffè rende più svegli ma non più attenti, al punto che, se è vero che i lavoratori stavano più svegli durante il loro turno di notte, sicuramente non evitavano meglio gli incidenti rispetto a coloro che non avevano assunto caffeina.


    Oltretutto, per stessa ammissione degli scienziati che hanno condotto lo studio, saranno necessari ulteriori approfondimenti per stabilire il ruolo della caffeina su fasce d’età diverse, anche sulla base della diversa alimentazione seguita da soggetti in contesti lavorativi diversi.

    Fonte foto: Virgilio

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