Bullismo: la cura è nella pet therapy

Bullismo: la cura è nella pet therapy

L’Istituto Superiore di Sanità auspica un utilizzo delle tecniche della pet therapy per contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole italiane

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    pet therapy

    Animali da compagnia che, coadiuvati da personale specializzato, aiutano i ragazzi in difficoltà a recuperare un rapporto più sereno con se stessi e con gli altri. Questa è la pet therapy ossia la “terapia con animali domestici da accarezzare“. Secondo un rapporto pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità questo tipo di terapia potrebbe essere utilizzata con successo anche per contrastare il fenomeno del bullismo tra gli adolescenti.

    La pet therapy è suddivisa dagli esperti in tre diverse categorie e viene da tempo utilizzata per aiutare alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici. La tipologia più indicata contro il bullismo e l’abbandono scolastico è conosciuta come Educazione Assistita dagli Animali (EAA). In questo caso, si avviano nelle scuole dei progetti volti ad educare alla conoscenza e al rispetto del mondo animale in tutte le sue forme. I ragazzi vengono così coinvolti in una serie di incontri con gli animali, proiezioni di filmati e documentari, visite a fattorie pedagogiche, musei zoologici e parchi naturali. I risultati ottenuti mostrerebbero come recuperando un rapporto armonico con la natura e gli esseri viventi si ottenga un miglioramento del rendimento scolastico e nella capacità di socializzare nei ragazzi. Ciò si tradurrebbero in una diminuzione nella percentuale degli abbandoni scolastici e dei fenomeni di devianza come la violenza e il bullismo.

    La Natura si conferma così ancora una volta una grande maestra.

    Farla “salire in cattedra” comporta però un costo che non è sempre sostenibile. Per avviare un progetto di pet therapy occorre infatti la collaborazione di diverse figure professionali come insegnanti, psicologi, assistenti sociali, veterinari, addestratori e conduttori del pet. In Italia non esiste ancora una legislazione specifica in materia, ma solo un accordo tra lo Stato e le regioni. La pet therapy inoltre non rientra tra le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. La pubblicazione del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità invita dunque ad una profonda riflessione sull’opportunità di modificare l’attuale situazione.

    Via Ansa

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