Bulimia: sintomi iniziali e come guarire

Bulimia: sintomi iniziali e come guarire
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    bulimia sintomi iniziali come guarire

    Bulimia: quali sono i sintomi iniziali e come guarire? Secondo la definizione, è un disturbo del comportamento alimentare che implica l’assunzione di cibi in grandi quantità seguita da un profondo senso di colpa e da comportamenti come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, una dieta particolarmente rigida o un’attività fisica intensa. Solitamente chi soffre di questo problema ha un’autostima molto bassa e delle tendenze compulsive, che si concretizzano in un rapporto non corretto con il cibo. C’è alla base un’immagine distorta del proprio corpo, con la presenza di sintomi depressivi e conflitti personali. I soggetti affetti da bulimia non sono in grado di controllare episodi di abbuffate.

    Rispetto all’anoressia nervosa, altro disturbo del comportamento alimentare, la bulimia è più difficile da diagnosticare, perché i sintomi iniziali possono essere nascosti con facilità e non si ha una riduzione del peso corporeo eccessiva, come avviene nel caso dell’anoressia. Esistono però dei veri e propri criteri per diagnosticare la patologia, secondo quanto stabilisce il DSM-IV.

    Chi soffre di bulimia consuma grandi quantità di cibo in un periodo di tempo breve. I soggetti sono interessati in modo eccessivo alla forma fisica e al peso corporeo. Inoltre si possono verificare alcune situazioni, come il consumo di alimenti eccessivamente calorici, dolori addominali e sonno dopo una crisi, repentini cambiamenti di peso, tentativi di perdere peso con diete, lassativi e vomito autoindotto. Chi soffre di questo problema, inoltre, sa di tenere un comportamento non corretto e dopo le crisi prova un senso di depressione e di autocommiserazione.

    Il soggetto bulimico tende a mangiare poco in pubblico e, a causa del senso di vergogna, si isola per mangiare. Durante le abbuffate assume grandi quantità di cibo per un periodo di tempo che può arrivare anche a 2 ore per più di una volta a settimana. Nel caso di soggetti adolescenti, i genitori dovrebbero fare molta attenzione all’eventuale mancanza di cibo dal frigorifero o dalla dispensa, tenendo conto di possibili comportamenti sospetti dei ragazzi.

    Inoltre i genitori dovrebbero fare attenzione anche al tempo trascorso in bagno dal giovane dopo un pasto, dal momento che i comportamenti di vomito autoindotto con il tempo possono estendersi anche alle situazioni in cui il soggetto pensa di aver mangiato più del necessario. Un altro sintomo, come abbiamo già detto, è l’esercizio fisico eccessivo svolto dal soggetto, che può anche smettere di fare sport regolarmente, ma alterna a giornate di pausa altri momenti di pesante allenamento.

    Numerosi possono essere i danni in caso di comportamenti di vomito autoindotto o di abuso di lassativi. Nel primo caso, per la risalita dei succhi gastrici, potrebbero formarsi delle lacerazioni nelle pareti dello stomaco. Danni si possono verificare anche allo smalto dei denti, alle gengive e alla gola, che si irrita facilmente. Se si utilizzano lassativi, potrebbero verificarsi danni ai reni, fenomeni di disidratazione e disturbi intestinali.

    In uno stadio avanzato della bulimia nervosa possono essere presenti altri sintomi, come sete eccessiva, ritenzione idrica, gonfiore alle braccia e alle gambe, vertigini, spasmi, debolezza, carie, raucedine. Si possono verificare con il tempo anche irregolarità mestruali, ansia, segni di denti sulle mani, ipertrofia delle ghiandole salivari.

    Cosa fare? Il primo passo da effettuare è quello della consapevolezza. Il soggetto affetto da bulimia dovrebbe essere consapevole del problema e di dover trovare una soluzione. La cura prevede l’utilizzo di metodi più classici, come le terapie psicologiche, psicoterapeutiche e a base di antidepressivi, e strumenti di aiuto più moderni, come le terapie di gruppo. Proprio i gruppi di auto-mutuo aiuto risulterebbero molto efficaci, perché permettono alle persone di condividere le esperienze individuali con altri soggetti che hanno avuto gli stessi disturbi.

    In questo modo il paziente può essere aiutato a superare le difficoltà comunicative che sono state alla base della bulimia. Il soggetto migliora la sua autostima e può effettuare un percorso efficace di guarigione progressiva. A queste terapie deve essere associato un programma di rieducazione alimentare adeguato.

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