Bruxismo: come evitare di digrignare i denti

Bruxismo: come evitare di digrignare i denti

Se al dentista spetta la correzione di eventuali anomalie della dinamica masticatoria e la realizzazione di un morso (byte) per ridurre la tensione notturna della mandibola e dei muscoli del collo, coloro che soffrono di bruxismo possono

da in Cura dei Denti, Primo Piano, Psicologia, Ricerca Medica, bruxismo
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    Sensodyne

    Sapevate che in Gran Bretagna esiste un’Associazione no-profit che raccoglie un gran numero di persone che digrignano i denti durante la notte? Vi sembra un’esagerazione? E invece non lo è, perché il bruxismo, ovvero il digrignare i denti, rumorosamente e fastidiosamente per chi dorme vicino ad una persona con questa “abitudine”, è molto più diffuso di quanto si creda. Il dato che ci chiarifica bene quante siano le persone affetto da bruxismo ci indica che su dieci persone almeno una ha questo disturbo. Perché ciò avvenga si deve verificare il caso che i denti, serrati, strofinino fra di essi provocando il rumoroso disturbo, sulle cui cause si annoverano anche stati ansiosi e di stress in generale e non solo.

    Ovvio che non dovremo prendercela con il nostro compagno/a di letto che ci ha disturbati tutta la notte col suo atteggiamento fastidioso, è bene sapere che il bruxismo non è né un comportamento volontario di chi ne è affetto, né un tic, né un vizio, ma un vero e proprio disturbo che raggiunge il picco della sua manifestazione in un’età compresa fra i 25 ed i 45 anni e che spesso ha punti di contatto con la fase di massimo picco dell’attività lavorativa. Anche per il bruxismo vale ciò che riguarda altri disturbi o patologie, ovvero le due forme espressive del disturbo, da primitivo, quando generalmente trae origine da una base congenita e, dunque, è avulso da situazioni insorte, come appunto periodi di stress, turbe dell’addormentamento, depressione o ansia, oppure può essere conseguenza dell’utilizzo di alcuni farmaci di pertinenza psichiatrica, antidepressivi, ansiolitici , psicostimolanti, sostanze stupefacenti, alcol, farmaci per la cura del Parkinson. Anche se molto più semplicemente il tutto potrebbe essere causato o aggravato da un’errata occlusione dentaria.

    Resta da capire dunque cosa fare in caso di bruxismo; innanzitutto una visita odontoiatrica e non solo, anche l’uso di un determinato dentifricio, potrebbe essere indicato, meglio se consigliato dal dentista che potrebbe orientarsi verso la scelta di Sensodyne che ha manifestato la sua specificità contro il bruxismo.

    Se al dentista spetta la correzione di eventuali anomalie della dinamica masticatoria e la realizzazione di un morso (byte) per ridurre la tensione notturna della mandibola e dei muscoli del collo, coloro che soffrono di bruxismo possono
    Sensodyne è, infatti, il dentifricio più raccomandato dai dentisti italiani in caso di ipersensibilità dentinale.

    Da anni Sensodyne protegge e difende la salute dei denti sensibili e del nostro sorriso e, grazie alla sua formula specificamente studiata, dà sollievo al dolore da contatto e aiuta a prevenirne il ritorno, contribuendo a creare uno scudo difensivo contro la sensibilità.

    Sensodyne, inoltre, rimuove anche la placca batterica e le macchie, proteggendo le gengive e lo smalto, rendendo più gradevole la spazzolatura e rinfrescando l’alito. Un dentifricio completo che agisce a 360° sul problema dell’ipersensibilità e sull’igiene totale della bocca.

    (La linea Sensodyne per denti sensibili, oltre ad una gamma di 3 dentifrici – Complex, B e Fresh – comprende anche spazzolino e collutorio “Gentle”, tutti disponibili nella GDO; le referenze Sensodyne Classic e Previon, invece, sono disponibili in farmacia.)

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