Bronchite acuta: quanto dura, sintomi, rimedi naturali e cure

Bronchite acuta: quanto dura, sintomi, rimedi naturali e cure
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    La bronchite acuta è una malattia virale che provoca sintomi anche gravi, per cui è necessario intraprendere le cure necessarie, il prima possibile. Ma quanto dura? Esistono dei rimedi naturali da poter seguire? Questa infiammazione virale colpisce i bronchi e causa diversi importanti disturbi alla respirazione. Ma qual è la sintomatologia esatta legata alla bronchite acuta? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento da seguire per poter giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è la bronchite acuta? Come anticipato prima, si tratta di un’infiammazione virale che colpisce i bronchi, provocando una vasta sintomatologia da non sottovalutare: il respiro corto, la dispnea e la tosse sono solo alcuni dei diversi sintomi causati da questa patologia. Quando respiriamo, l’aria entra nei polmoni, ma vi giunge passando prima per la bocca, il naso, la laringe e la trachea per, poi, attraversare i bronchi – l’albero bronchiale è formato da bronchi, bronchioli e alveoli e si tratta della parte inferiore della trachea divisa in due tubi, che conducono ai polmoni – prima di giungere a destinazione.

    La durata della bronchite acuta è di circa due settimane, se non ci sono particolari complicanze e se si interviene con la diagnosi e la giusta terapia, il prima possibile.

    I sintomi della bronchite acuta includono, soprattutto, tosse, respiro corto e dispnea – di cui esistono diverse tipologie - oltre a secrezione di liquido infiammatorio, arrossamento della gola, difficoltà a respirare, gonfiore della gola, pus sulle tonsille e linfonodi ingrossati. Generalmente, la tosse si presenta improvvisamente ed è, inizialmente, secca per, poi, divenire grassa: ovviamente, è con la tosse che il corpo cerca di espellere le secrezioni presenti nei bronchi. A seconda della gravità dell’infiammazione, il muco – generalmente, di colore bianco, giallo o verde – può presentare del sangue. L’infezione può, inoltre, essere associata a febbre, brividi, dolori, malessere generale, disidratazione, vertigini, debolezza, tachicardia – per cui esistono dei rimedi - asma e affaticamento. Il raffreddore legato alla bronchite acuta aggiunge alla sintomatologia anche naso chiuso e che cola e mal di gola. Nei bambini, la bronchite acuta – oltre alla tosse – si presenta con svogliatezza, inappetenza, malessere, vomito e dolori in tutto il corpo.

    Esistono dei fattori di rischio che possono aumentare il rischio di contrarre la bronchite acuta. Quali? Il fumo di sigaretta è uno di questi: chi fuma – attivamente o passivamente che sia – presenta un maggior rischio di ammalarsi. Un sistema immunitario debole è un’altra ragione per cui ci possono essere maggiori possibilità di ammalarsi di bronchite: ad esempio, per via di un’altra patologia cronica o di un’altra malattia acuta. Il reflusso gastroesofageo può provocare tosse cronica; mentre, anche l’esposizione a sostanze irritanti – come polveri o esalazioni di acidi, ammoniaca, acido solfidrico, anidride solforosa, bromo o cloro – per i polmoni possono aumentare il rischio di bronchite. Inoltre, in special modo i bambini, gli anziani e le persone affette da patologie respiratorie o disturbi cardiaci sono le categorie ancora più a rischio.

    Quali sono le cause della bronchite acuta? Spesso, è causata da un’infezione virale, ma non è da escludere l’origine batterica o cause come il contatto con sostanze chimiche. Quando si presenta la bronchite acuta, l’infiammazione restringe l’apertura all’interno dei bronchi e ciò rende maggiormente difficile il passaggio dell’aria da e verso i polmoni. Nei bambini, invece, la causa della bronchite acuta è spesso conseguenza di infezioni delle vie aeree superiori, come riniti o raffreddori. Tra i virus che possono causare l’infiammazione, ci sono il rhinovirus, l’adenovirus, il virus respiratorio sinciziale e il virus dell’influenza; tra i batteri, il Mycoplasma Pneumoniae, lo Stafilococco, lo Pneumococco, il Klebsiella e l’Haemophilus; mentre, tra gli irritanti chimici, il reflusso gastrico, il fumo di tabacco, i solventi, l’inquinamento dell’aria, le polveri e i gas tossici presenti nell’ambiente.

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è necessario contattare il medico, il prima possibile: tramite una serie di analisi ed esami, infatti, potrà stabilire la diagnosi e la terapia più adatta al caso specifico. Oltre alla classica visita medica, allo studio dei sintomi e agli esami del sangue, potrebbero essere chiesti ulteriori test – come la radiografia, la spirometria e le colture di espettorato per monitorare la presenza di eventuali batteri – per approfondire maggiormente la condizione.

    Generalmente, comunque, la diagnosi è stabilita in base ai segni clinici di lungo termine come, ad esempio, la tosse persistente e vari segni di infezioni.

    Qual è il trattamento indicato contro la bronchite acuta? Cosa fare? L’obiettivo delle cure è quello di abbassare la febbre, contrastare la tosse e diminuire l’infiammazione e le secrezioni che ne sono conseguenza e che possono ostruire i bronchi. Generalmente, vengono prescritti dei farmaci antipiretici e antinfiammatori; mentre, gli antibiotici non sono indicati, a meno che la patologia non sia di origine batterica. È assolutamente vietato fumare per gli effetti infiammatori che il fumo provoca; inoltre, in questo caso, il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni è ancora maggiore rispetto agli altri fumatori. La terapia è, dunque, principalmente, di supporto ed è fatta di prevenzione, controllo e sollievo dei sintomi, oltre che per facilitare la respirazione. I pazienti che soffrono di pressione alta, diabete o altre patologie dovrebbero, inoltre, prestare particolare attenzione ai farmaci assunti – che andrebbero, in ogni caso, approvati sempre dal proprio medico – perché potrebbero provocare un aumento della pressione sanguigna o dei livelli di glucosio nel sangue.

    Esistono, poi, dei rimedi naturali per cercare di contrastare la bronchite acuta. Bere molta acqua è la prima regola fondamentale – ciò permetterà di mantenere un buon livello di idratazione – così come il riposo. Per accelerare la guarigione, lo stile di vita è altrettanto importante – anche per prevenire eventuali complicazioni – così come un’alimentazione sana, leggera e ricca di liquidi. Provate, inoltre, a respirare rallentando il ritmo del respiro e a inspirare ed espirare profondamente e lentamente con la bocca per avere sollievo. Ovviamente, evitate di esporvi alle sostanze irritanti prima citate e non fumate. È consigliabile utilizzare un umidificatore nelle stanze di casa, in quanto l’aria calda e umida aiuta ad alleviare la tosse e a sciogliere il catarro, ma non dimenticate di pulire l’umidificatore per evitare la proliferazione di batteri e funghi. Se notate che l’aria fredda è un problema, indossate una mascherina quando uscite.

    È, inoltre, importante la prevenzione per cercare di diminuire il rischio di contrarre la bronchite. Come già detto, non fumate ed evitate anche il fumo passivo, oltre che il contatto con persone influenzate o raffreddate. Durante la stagione dell’influenza, se potete, evitate i luoghi affollati e fatevi consigliare dal medico circa il vaccino disponibile per l’influenza. Non toccatevi l’interno del naso; non strofinatevi gli occhi e non dimenticate di lavarvi e disinfettarvi le mani frequentemente, così facendo diminuirete il rischio di contrarre un’infezione virale. Se potete, indossate una mascherina quando uscite, in modo tale da coprire naso e bocca per ridurre il rischio di contrarre un’infezione.

    Infine, la prognosi dipende da diversi fattori: dalla tempestività di intervento, dalla causa scatenante, dalla gravità della condizione e la presenza o meno di altre patologie, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente. Generalmente, si guarisce entro due settimane, ma è possibile che la tosse continui ancora per settimane. Se non curata correttamente, la bronchite acuta potrebbe provocare broncopolmonite o diventare cronica.

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