Breath test Helicobacter: preparazione, costo e come funziona

Breath test Helicobacter: preparazione, costo e come funziona

Il breath test Helicobacter comporta una preparazione col digiuno e con l’astensione dall’uso di alcuni farmaci

da in Test, helicobacter-pylori
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    Breath test Helicobacter: quali la preparazione, il costo e come funziona? Si tratta di un test del respiro, che permette di effettuare una diagnosi precisa di patologie gastrointestinali, come l’ulcera gastrica, anche in presenza di disturbi come la stitichezza o la diarrea. E’ un test non invasivo, facile da effettuare e molto attendibile. Si effettua attraverso la raccolta di aria espirata, bevendo una soluzione particolare. Vediamo nello specifico come ci si deve preparare a questo esame e qual è il principio sul quale si basa.

    La preparazione

    La preparazione al breath test Helicobacter comporta che si debba essere a digiuno almeno da 6 ore. E’ opportuno che la sera prima si consumi un pasto leggero. Questo esame viene eseguito in genere al mattino. In base alle indicazioni del medico, per 3 settimane ci si deve astenere dall’uso di antibiotici e di farmaci gastroprotettori che appartengono alla classe degli inibitori della pompa protonica, come gli H2 antagonisti, il lanzoprazolo, il pantoprazolo, l’omeprazolo e l’esomeprazolo. La mattina dell’esame non si deve fumare e non si deve assumere caffeina.

    E’ molto importante eseguire questo test perché è fondamentale poter arrivare tempestivamente ad un’eventuale diagnosi di infezione da Helicobacter Pylori. Esso, capace di resistere all’acidità dell’ambiente gastrico, riesce ad insediarsi nella mucosa dello stomaco e qui si replica. La sua crescita può portare ad una serie di conseguenze: ulcera gastrica, gastrite e, in alcuni casi, anche cancro allo stomaco.

    Il costo e come funziona

    L’esecuzione del breath test Helicobacter avviene mediante il campionamento dell’aria espirata.

    Il paziente compie un’inspirazione profonda e soffia tramite una cannuccia in un flaconcino, facendo uscire completamente l’aria contenuta nei polmoni. Il flaconcino viene subito tappato. Poi tutta la procedura viene ripetuta in una seconda provetta. Il paziente beve una soluzione di urea marcata con l’isotopo (atomo dello stesso elemento chimico con lo stesso numero di protoni, che differisce per un diverso numero di neutroni) 13 del carbonio ed aspetta 30 minuti. Dopo questa mezz’ora vengono ripetute le operazioni precedenti: si soffia di nuovo in una provetta e poi ancora in un secondo contenitore.

    L’operatore medico provvede ad analizzare l’aria espirata, per mezzo di uno spettometro di massa. Attraverso questo strumento viene misurata la quantità di anidride carbonica e si vede la differenza esistente tra quella espirata prima dell’ingestione dell’isotopo e la successiva. Se non vi è una differenza fra le due misure, significa che non c’è l’infezione. Se nei valori lo strumento riscontra una differenza superiore al 3,5 per mille tra le due misure, vuol dire che siamo in presenza dell’azione del batterio. Tutto il test sfrutta l’attività di questo microrganismo capace di produrre ureasi, un enzima che riesce a scindere l’urea, liberando acido carbonico ed ammoniaca. L’esame non è affatto invasivo, dura circa un’ora e non comporta complicazioni; è totalmente indolore e può essere eseguito con molta tranquillità. Il prezzo è di circa 45 euro.

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