Brachicardia: sintomi, cause e cura

Brachicardia: sintomi, cause e cura
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    La brachicardia – conosciuta anche come “bradicardia” – è una patologia legata al cuore, in grado di provocare sintomi importanti: per questa ragione, è opportuno scoprirne le cause e intraprendere una cura, il prima possibile. Si tratta di una condizione caratterizzata da battito cardiaco rallentato. Ma qual è la sintomatologia esatta legata alla brachicardia? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento da seguire per giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è la brachicardia, conosciuta anche come “bradicardia”? Con questi due termini, si intende un ritmo cardiaco irregolare o lento, ovvero una condizione che – anche durante le normali attività quotidiane – può provocare dispnea – mancanza d’aria – e vertigini.

    Quali sono i sintomi della brachicardia? Questa patologia si presenta con mancanza d’aria (dispnea), vertigini, debolezza, dolori al torace, confusione, problemi di memoria, mancamenti, difficoltà respiratorie, stanchezza, svenimento e battito cardiaco rallentato o irregolare – generalmente, al di sotto delle 60 pulsazioni al minuto – per cui il cuore non riesce a pompare una quantità di sangue ossigenato sufficiente a soddisfare le richieste dell’organismo, durante le normali attività quotidiane.

    La brachicardia può comportare diverse complicazioni: tra le complicanze che si potrebbero verificare, ci sono svenimenti frequenti , insufficienza cardiaca – l’incapacità del cuore di pompare abbastanza sangue - arresto cardiaco e decesso improvviso.

    Quali sono le cause della brachicardia? Cardiopatie congenite, malattie e farmaci per il cuore, il normale processo di invecchiamento, la formazione di tessuto cicatriziale in seguito a un infarto del miocardio, infezioni del tessuto cardiaco (miocardite), complicazioni di chirurgia cardiaca, difetti nel funzionamento del pacemaker naturale del cuore, blocchi cardiaci, ipertensione, ipotiroidismo, apnea notturna ostruttiva, malattie infiammatorie – ad esempio, la febbre reumatica – emocromatosi e irregolarità dell’impulso elettrico che viaggia tra le camere cardiache superiori e quelle inferiori.

    Esistono, poi, dei fattori di rischio: a maggior rischio di sviluppare brachicardia sono, infatti, i soggetti affetti da cardiopatie, pressione sanguigna alta, colesterolo alto e malattie cardiache, chi assume determinati farmaci, chi ha più di 65 anni di età e chi è stato, recentemente, sottoposto a interventi al cuore, oltre a chi fa uso di fumo, alcol o droghe.

    Alla comparsa di segni e sintomi, è opportuno contattare, il prima possibile, il medico curante che – tramite una serie di analisi ed esami – stabilirà la diagnosi e, dunque, la terapia più adatta a seconda del caso specifico. Oltre alla visita medica, all’anamnesi e agli esami del sangue, potrebbero essere richiesti ulteriori test come l’elettrocardiogramma, l’esame sotto sforzo e altri esami.

    Quali sono i rimedi contro la brachicardia? La cura dipende dalla causa scatenante e dai sintomi presenti: ad esempio, l’ipotiroidismo o uno squilibrio elettrolitico, così come l’assunzione di determinati farmaci, possono comportare un rallentamento della frequenza cardiaca. Generalmente, ad ogni modo, la brachicardia si contrasta con l’assunzione di alcuni farmaci o, nei casi più gravi, nell’impianto di un pacemaker, in grado di aiutare nel ripristino della normale frequenza cardiaca e monitorare, continuamente, il cuore.

    Infine, la prognosi dipende da diversi fattori, quali la tempestività di intervento – essendo un problema grave – la causa scatenante e la cura intrapresa, oltre che l’età e lo stato di salute del paziente.

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