Blocco renale: sintomi, cause e rimedi

Blocco renale: sintomi, cause e rimedi
da in Insufficienza Renale, Malattie, Reni
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13/01/2016 10:28

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    Blocco renale: scopriamo i sintomi, le cause e i rimedi della perdita improvvisa della funzionalità dei reni. Questi ultimi in condizioni normali producono l’urina, in modo da favorire la purificazione del sangue, e sono responsabili dell’equilibrio di alcuni elementi fondamentali per il nostro organismo, come il sodio e il potassio. I reni, inoltre, sono indispensabili perché forniscono gli ormoni capaci della regolazione della pressione del sangue e della produzione di globuli rossi. In alcune condizioni si può verificare un blocco delle funzioni di questi organi: improvvisamente o lentamente i reni smettono di filtrare gli elementi di scarto dal sangue.


    Il quadro sintomatologico del blocco renale comprende una diminuzione della produzione di urina, confusione mentale o ansia, mal di schiena ad un fianco, gonfiore alle gambe e ai piedi, inappetenza, nausea e vomito. Questi sintomi, però, non sono presenti in tutti i casi dopo l’insorgenza di un blocco renale.

    E’ molto importante rivolgersi ad un medico se si dovessero avvertire alcuni di questi problemi, in modo da effettuare una diagnosi accurata, anche alla luce dei farmaci che si stanno assumendo. Proprio i sintomi possono aiutare a determinare la causa che determina il problema ai reni e quest’ultimo potrà essere rilevato anche con degli appositi esami del sangue, che possono mostrare i livelli di potassio, sodio e calcio. Anche un’ecografia può risultare utile per la diagnosi del blocco renale. In molti casi il disturbo viene diagnosticato durante un ricovero in ospedale per altri motivi.


    Il blocco renale può essere causato da un calo improvviso dell’afflusso di sangue ai reni, che si può verificare in caso di una perdita di sangue abbondante. Un’altra causa consiste in una condizione che impedisce la fuoriuscita dell’urina dai reni. Inoltre il blocco renale si può verificare per un danno dovuto ad alcuni farmaci, come degli antipertensivi (ACE-inibitori), alcuni antibiotici (la streptomicina e la gentamicina), degli antinfiammatori (naprossene e ibuprofene) e i coloranti che vengono usati per effettuare delle radiografie. Alla base del problema possono esserci delle malattie della prostata, i calcoli renali o la presenza di un tumore. Nei bambini la condizione si può verificare per difetti congeniti dell’apparato urinario.

    Esistono anche dei fattori di rischio che possono favorire la comparsa del problema. Quest’ultimo è più frequente negli anziani, nei pazienti con malattie renali ed epatiche, diabete, obesità, insufficienza cardiaca e ipertensione, in persone che hanno subito un intervento chirurgico al cuore o allo stomaco.


    Il blocco renale è alla base dell’insufficienza renale acuta. La cura del problema dipende dalla causa che ha scatenato il disturbo. Se il blocco è causato dalla mancanza di fluidi nel sangue, il medico consiglierà l’iniezione di liquidi endovena.

    Potrebbero essere necessari, in altri casi, dei farmaci diuretici, per eliminare i liquidi in eccesso che provocano gonfiore alle braccia e alle gambe. Nel caso di un processo di filtraggio del potassio dal sangue non corretto, potrebbero essere utili l’assunzione di alcune sostanze, come il sodio polistirene sulfonato, per evitare che si accumuli eccessivamente il potassio nel sangue.

    In certi casi può essere necessaria la dialisi, che serve ad eliminare i liquidi in eccesso e le sostanze di scarto dall’organismo. Si tratta dell’utilizzo di una macchina che svolge la funzione di un vero e proprio rene artificiale. Viene inserito un catetere nell’addome del soggetto e la macchina, attraverso un dializzatore, filtra le sostanze di scarto dal sangue e restituisce quest’ultimo al corpo.

    Nei casi di insufficienza renale allo stadio finale, il trapianto del rene è il modo migliore per risolvere il problema. Quando la funzionalità dei reni si abbassa sotto il 10%, è difficile trovare una terapia conservativa e controllare i sintomi. Si tratta di un’operazione che ha ottenuto negli ultimi anni tassi di successo molto elevati. Per questo i tempi di attesa sono molto alti e molte persone sono costrette a rimanere in dialisi per parecchi anni per attendere la disponibilità dell’organo.

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