Belladonna: proprietà benefiche, a cosa serve e controindicazioni

La belladonna ha molte proprietà benefiche, agendo sul sistema nervoso e come antinfiammatorio contro i sintomi dell’influenza

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    La belladonna ha molte proprietà benefiche. Gli alcaloidi che essa contiene riescono ad agire sul sistema nervoso, sia come anestetici che come stimolanti. Interviene in molte affezioni, in quanto può essere utilizzata anche come antinfiammatorio, in caso di mal di gola, di riniti allergiche, di congiuntiviti e di altri sintomi tipici dell’influenza. Le principali indicazioni della belladonna sono proprio queste in erboristeria. Inoltre, può servire in caso di gastrite, di problemi intestinali e di disturbi della pelle. In omeopatia se ne fa un grande uso, anche se bisogna stare attenti alle controindicazioni, soprattutto in caso di asma bronchiale e di bradicardia.

    Le proprietà benefiche

    Le proprietà benefiche della belladonna vanno rintracciate nel suo riuscire ad agire sul sistema nervoso. Questa pianta contiene tre alcaloidi, l’atropina, la iosciamina e la scopolamina. Il primo principio attivo è in grado di agire sul sistema nervoso parasimpatico, come anestetico. Infatti, un tempo proprio la belladonna veniva usata con proprietà anestetiche. La seconda sostanza agisce sul sistema nervoso centrale, fungendo da stimolante. La scopolamina possiede un’azione sedativa.

    Può essere usata anche per la sua azione antinfiammatoria, che si rivela molto utile nel mal di gola e nelle faringiti, per curare le riniti allergiche, la bronchite e la pertosse o nel caso di congiuntiviti e infiammazioni degli occhi in generale.

    Riesce anche ad alleviare il mal di testa, i disturbi della pelle, come acne, eczemi ed eritemi, le mestruazioni dolorose, la gastrite e i problemi intestinali, come la stitichezza, il gonfiore e la colite. A volte può essere utilizzata come coadiuvante nel trattamento dell’insonnia, anche se deve essere usata in quantità moderata, perché può potenziare l’effetto degli antidepressivi.

    A cosa serve

    Il dosaggio di belladonna raccomandato è quello di 3 granuli o 5 gocce, in base al tipo di preparazione usata. Si prende da 3 a 6 volte al giorno. In omeopatia viene utilizzata per curare le affezioni che colpiscono l’apparato respiratorio, soprattutto in caso di tosse insistente e di influenza. Viene utilizzata anche per proteggere la gola dalle irritazioni e per curare le infiammazioni che interessano le orecchie, come le otiti.

    Anche i bambini ne possono trarre beneficio in caso di malattie esantematiche. Ottimi sono gli effetti nel caso in cui si soffra di ciclo mestruale irregolare o doloroso. Non dimentichiamo gli effetti che può avere sulla pelle e sull’apparato gastrointestinale, per combattere la gastrite, l’ulcera e la stitichezza.

    Le controindicazioni

    Tenendo in considerazione le controindicazioni della belladonna, bisogna stare attenti nel suo utilizzo in caso di asma bronchiale, bradicardia e glaucoma. Ci possono essere delle interazioni farmacologiche, che devono essere tenute in considerazione. Le sostanze contenute nella belladonna possono interagire con gli antidepressivi, con gli antispastici, con gli antistaminici, con gli anticolinergici, con i neurolettici e con i farmaci che si usano per trattare il Parkinson.

    Proprio per questo è sempre indispensabile chiedere il parere del medico o dell’omeopata. In caso di sovradosaggio, si possono avere degli effetti collaterali, come la perdita del controllo psicomotorio e disordini mentali accompagnati da allucinazioni. In casi più gravi possono subentrare ipertermia, secchezza della bocca, tachicardia, tremore, insufficienze polmonari e stati di incoscienza.