Batterio killer: qual è la terapia più giusta per contrastarlo

Batterio killer: qual è la terapia più giusta per contrastarlo

Il batterio killer, che sta creando preoccupazione, sembrerebbe resistente a ben 8 classi di antibiotici, ecco perché per ora vengono usate solo metodiche come dialisi e trasfusioni

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    Il batterio killer, così nominato l’Escherichia Coli negli ultimi tempi, con quale terapia può essere contrastato? Sino ad ora, le notizie certe, su quest’ultimo, sono che è un Gram negativo, che vive tranquillamente nell’intestino, in quanto suo habitat ideale, che la sua trasmissione, in genere, è oro-fecale. Inoltre si sa che esistono altri ceppi di questo batterio, molto più aggressivi, e con una sintomatologia grave e complicata da trattare.

    Generalmente l’infezione causata dall’Escherichia Coli può essere trattata con terapia antibiotica, da sola o in associazione ad antinfiammatori, e bevendo molta acqua, per un’idratazione importante. Il problema grave del batterio killer, oltre ad appartenere ad un ceppo molto aggressivo, con una sintomatologia grave, e purtroppo (come sentiamo dai notiziari) anche fatale, è anche resistente a ben 8 classi di antibiotici. La domanda sorge spontanea: come può essere resistente a tutti gli antibiotici, somministrati da soli o in associazione?

    La resistenza viene acquisita successivamente ad un’esposizione al farmaco; è improbabile che il ceppo O104 (a cui appartiene il cosiddetto batterio killer) sia venuto a contatto con tutte le 8 classi di antibiotici.

    Il perché è un mistero! Ecco il motivo per cui la terapia antibiotica è sconsigliata, in quanto farebbe solo dei danni (rilascio della tossina con peggioramento delle manifestazioni cliniche. Attualmente non esiste una terapia specifica, ma si cerca di trattare la patologia con reidratazione, emo-dialisi e/o dialisi peritoneale, emotrasfusione, e altre metodiche. La speranza è che si trovi al più presto una soluzione; magari i semplici rimedi naturali come aglio, zenzero ed erbe medicinali, o anche i probiotici potessero aiutare contro questo “batterio killer”.

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