Basta con la mastoplastica additiva: il primo intervento estetico in Italia è il lipofilling

Basta con la mastoplastica additiva: il primo intervento estetico in Italia è il lipofilling

Chirurgia estetica: la mastoplastica additiva non è più al primo posto fra gli interventi più richiesti

da in Chirurgia estetica
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    lipofilling chirurgia estetica

    La mastoplastica additiva, l’intervento di aumento del seno, non è più al primo posto tra quelli eseguiti in Italia. La notizia arriva dallo studio realizzato sui dati 2013 dall’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, associazione che riunisce 2.700 chirurghi plastici certificati in 95 Paesi, tra cui l’Italia. In base ai numeri dell’ultima ricerca, l’intervento più richiesto nel nostro Paese nel 2013 è stato il lipofilling, l’autotrapianto di grasso utilizzato a fini estetici per aumentare il volume di zigomi, guance e labbra, oltre che per colmare i solchi lasciati dall’età. In seconda e in terza posizione ci sono rispettivamente la blefaroplastica e la mastoplastica additiva.

    «È un’ulteriore dimostrazione di come, nel nostro Paese, siano soprattutto le fasce più giovani a risentire maggiormente della crisi – dice Riccardo Mazzola, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, SICPRE, che raduna l’80% degli specialisti presenti nel nostro Paese -. Sia il lipofilling, sia la blefaroplastica sono infatti interventi eseguiti soprattutto in chi ha più di 40-45 anni».

    A proposito di crisi, non ci sono dubbi sul fatto che in Italia si sia fatta sentire pure sull’“industria” della bellezza. Anche se con 375.256 trattamenti estetici (chirurgici e non chirurgici insieme) siamo al settimo posto nel mondo, rispetto al 2011 abbiamo perso una posizione (eravamo sesti) e soprattutto abbiamo perso tanto, tanto mercato. Rispetto al 2011, infatti, la flessione complessiva è del 46,6%. In particolare, hanno perso terreno i trattamenti mininvasivi (le “punturine”, per intenderci), che sono passate da 388.440 nel 2011 a 192.576 nel 2013, facendo registrare un -50,5%. Più ridotta la riduzione del numero di interventi chirurgici, – 42,3%. Come andava nel frattempo nel mondo? In modo molto, molto diverso: nel 2013 le procedure estetiche eseguite nel mondo sono state 23 milioni, molti di più del 14,7 registrati nel 2011.

    «Da tempo evidenziamo una flessione del mercato – dice ancora Mazzola -, ma credo che non sia di questa entità. Anche se raccolti dall’autorevole ISAPS, i dati si basano su un numero molto basso di risposte: il questionario è stato inviato a più di 40.000 specialisti nel mondo, ma solo 1.567 hanno risposto.

    Ancora, i numeri ovviamente non tengono conto del mercato sommerso, molto presente in Italia. Insomma, il mercato è probabilmente molto più grande di quanto non sembri».

    Se può essere vero che, nonostante tutto, si cerca di non rinunciare alla bellezza, è importante fare attenzione alle proposte troppo scontate. «La chirurgia estetica è una cosa seria. Prezzi esageratamente bassi possono solo essere riferiti a procedure eseguite in modo inadeguato, senza rispettare gli standard di sicurezza».

    Ma qual è il Paese del mondo in cui si fanno più trattamenti estetici? Complessivamente, gli Stati Uniti (1.452.356 interventi chirurgici e 2.544.275 procedure mininvasive) anche se in realtà spetta al Brasile, secondo nella classifica generale, il primo posto per quanto riguarda gli interventi che richiedono bisturi e sala operatoria (1.491.721 operazioni e 649.536 trattamenti mininvasivi). Gli altri Paesi al top sono poi Messico (terza posizione, era quinto nel 2011), Germania (quarto posto, era al decimo nel 2011) e Spagna (quinto posto, era al dodicesimo).

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