Bambino di due anni che fumava: ha smesso, ma ora è dipendente dal cibo

Bambino di due anni che fumava: ha smesso, ma ora è dipendente dal cibo

Il bambino di 2 anni che fumava è riuscito a sconfiggere la sua dipendenza dal fumo, ma ne ha sviluppato una per il cibo

da in Bambini, News Salute
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    bambino di due anni che fumava

    Forse qualcuno ricorderà il bambino di due anni che fumava. Un caso singolare, che ha destato parecchio clamore e che ha colpito molto l’opinione pubblica. All’età di due anni, Ardi Rizal fumava fino a 40 sigarette al giorno. La sua vita ha avuto una svolta in seguito all’applicazione di un progetto del Governo, che ha deciso di impegnarsi in una campagna contro il fumo, soprattutto a vantaggio dei minori. Ardi è riuscito a sconfiggere la sua dipendenza dalle sigarette, ma, a quanto pare, sarebbe passato ad un’altra forma di assuefazione.

    Anche se adesso non fuma più, non è riuscito a mettere fine ai pericoli per la propria salute, infatti mangia in continuazione. Dopo aver sconfitto la sua dipendenza dal fumo, è incorso in un desiderio eccessivo del cibo. La conseguenza è stata quella dell’obesità.

    Il bimbo, che adesso ha 5 anni, è notevolmente sovrappeso ed è arrivato ad avere un peso corporeo che corrisponde al doppio di quello che un bambino della sua età dovrebbe avere.

    La mamma di Ardi Rizal ha riferito che, da quando ha smesso di fumare, mostra un grande appetito. La famiglia tenta di non cedere ai suoi capricci, ma il bambino sarebbe irrefrenabile, chiedendo di mangiare in maniera esorbitante, così come faceva con le sigarette.

    Inizialmente il bambino avrebbe chiesto un sacco di giocattoli, dopo la dipendenza dal fumo.

    E’ molto deciso nell’ottenere ciò che chiede e non sempre i suoi familiari riescono ad impedirgli di ottenere il cibo. Resisi conto della situazione, i genitori hanno comunque deciso di portare Ardi da una nutrizionista, per effettuare dei controlli medici.

    Hanno ricevuto diversi consigli sulle modalità da utilizzare, per fargli portare avanti una dieta più sana, in modo che il bambino possa iniziare a dimagrire.

    Aggiornato il 6 settembre 2010

    Il bambino di due anni che fumava

    Ardi Rizal, il bambino indonesiano che ha suscitato scalpore, curiosità e indignazione per il suo prematuro vizio del fumo, è stato ricoverato in clinica di riabilitazione. Quaranta sigarette al giorno, un amore per le bionde assurdo, movenze da fumatore incallito: il piccolo indonesiano di soli due anni è salito agli onori della cronaca, rimbalzando da un sito internet all’altro, per la sua innaturale abitudine compulsiva e ora, per lo stesso motivo, è finito in clinica.

    Un mese di astinenza e riabilitazione per il piccolo Ardi Rizal, che, dopo essere diventato un vero e proprio fenomeno da baraccone, che ha suscitato indignazione e sconcerto nell’opinione pubblica. Una scena che sembrava montata ad arte e due genitori impassibili, quasi divertiti, di fronte al brutto vizio del bimbo indonesiano. Scandalo, polemiche e clamore mediatico, che, fortunatamente, hanno avuto un esito positivo: il piccolo è stato ricoverato presso una struttura sanitaria, per intraprendere un percorso di riabilitazione e disintossicazione di circa un mese.

    Non solo un vizio orrendo, quello del fumo, dannoso per la salute e iniziato in età davvero troppo tenera, dietro l’abitudine insana del piccolo c’è anche una storia famigliare di impotenza, ignoranza e indifferenza, che, sopo il clamore mediatico ha indotto i servizi sociali a intervenire. Infatti, parlando del figlio, la madre, Diana, ha dichiarato che “è completamente dipendente dal fumo, se non ha le sue sigarette, si arrabbia, urla, sbatte la testa al muro e mi dice di sentirsi sordito e stanco” e il padre trentenne si è limitato ad osservare che “a me sembra stia benone, non vedo problemi”.

    I medici di Jakarta, che curano il bimbo per combattere la sua dipendenza, hanno osservato nel suo piccolo organismo già i primi deleteri effetti delle sigarette, come le crisi d’astinenza e l’ispessimento del muscolo cardiaco. Anche per la madre è stato previsto uno specifico percorso rieducativo, con il supporto di uno psicologo.

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