Bambini, scuola, bullismo: i consigli dei pediatri

Bambini, scuola, bullismo: i consigli dei pediatri

Ricominciano le scuole e riprendono la loro attività anche i bulli: il bullismo è in continuo aumento, non solo tra i maschi, anche le bulle in gonnella sono sempre più numerose

da in Bambini, In Evidenza, Psicologia
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    I bambini e il rischio bullismo

    Piccoli bulli crescono: primi giorni di scuola e il bullismo è già pronto per esplodere in tutte le scuole italiane, dalle elementari, passando per le medie, fino alle superiori. Un fenomeno in piena espansione, che in queste ore di rientro a scuola, sembra preoccupare giovani vittime, insegnanti e genitori. Per rispondere ai timori e ai dubbi di mamme, papà e professori, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha realizzato una piccola guida.

    Una sorta di piccolo manuale, ricco di consigli utili e suggerimenti preziosi per imparare a riconoscere e ad affrontare nel miglior modo possibile, i bulli e le bulle, consultabile on line sul portale sanitario pediatrico www.ospedalebambinogesu.it.

    Giovani teppisti, ma anche ragazzine all’apparenza innocue, che scaricano tutta la loro aggressività sui compagni di scuola più miti e remissivi: ecco di cosa si tratta quando si parla di bullismo. I pediatri e gli psicologi descrivono il fenomeno identificandolo con le prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei, soprattutto a scuola. Il termine italiano deriva da quello inglese “bullying”, che si traduce con il verbo intimorire.


    Un vero e proprio allarme sociale, quello del bullismo, che negli ultimi anni, ha sfiorato percentuali di diffusione preoccupanti. I piccoli più a rischio? Secondo le stime, le fasce maggiormente coinvolte in questo spiacevole fenomeno sono quelle comprese tra 7 e 10 anni e tra 14 e 17 anni, come ha evidenziato anche il 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presentato nel dicembre 2009. 2500 circa i giovani bulli che terrorizzano con offese immotivate, nel 27% dei casi, provocazioni e prese in giro, nel 28%, e che vessano i oltre un quarto dei piccoli italiani e il 20% degli adolescenti mettendo in atto vere e proprie azioni di bullismo.

    Si scagliano con arroganza, violenza e aggressività verso i compagni più deboli, più educati o più studiosi, disturbano durante le lezioni, infastidiscono e intimidiscono, cercano tutti i peggiori espedienti per mettersi in mostra, la loro condotta, così come il loro rendimento scolastico sono pessimi: ecco alcuni dei tratti caratterizzanti, che rendono inconfondibile il vero bullo, l’ultimo della classe e il primo dei combina disastri.

    Bulli, parecchi e preoccupanti, ma anche le bulle non scherzano, il bullismo al femminile è in crescita: le prepotenti in gonnella sono sempre più numerose e il loro modo di infastidire le coetanee è più ingegnoso è subdolo. Le bullette sono meno evidenti degli amici maschi, preferiscono canali di vessazione meno spudorati, fanno leva sulle debolezze degli altri, ne ridicolizzano i punti deboli, fanno perno sulle loro fragilità per metterli in difficoltà.

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