Bambini: salute nelle carceri

Bambini: salute nelle carceri

I bambini che vivono i primi anni di vita in una struttura carceraria presentano spesso dei problemi di salute legati alle malattie respiratorie, per via della vita di comunità che sono costretti a fare nei loro primi tre anni di vita, ma che consente loro di stare vicini alla mamma

da in Apparato respiratorio, Bambini, Sanità
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    Bambini Piccoli

    I bambini dagli zero ai tre anni, che sono vicini alle mamme carcerate, secondo lo studio promosso dall’Univesità Cattolica di Roma fruiscono regolarmente dei servizi sanitari obbligatori, come visite periodiche e vaccini, e usufruiscono in tutti i casi in cui sia reso necessario, dei servizi di prevenzione e di cura straordinari o specialistici.

    I bambini che sono insieme alle loro mamme in carcere, secondo quanto previsto di diritto per le donne incarcerate dalle legge, hanno un aetà media di 16 mesi, e sono principalmente bimbi che hanno origine nell’Est europa per l’80% dei casi, il 20% rimanente è equamente composto da italiani, sudamericani e europei in genere.

    Pietro Ferrara, della Cattolica, ha analizzato il solo carcere di Rebibbia, e il risultato della sua indagine è stato pubblicato sullo Scandinavian Journal of Public Health: il motivo per cui è stata scelta quella collocazione è che il carcere notoriamente è predisposto per accogliere le donne con prole, motivo per cui è quello in cui l’affollamento di bambini e di neonati è più massiccio rispetto che non a tutte le altre strutture carcerarie italiane.

    Dai risultati dello studio, che ha “misurato” nel vero senso della parola i numeri dei bambini che nascono nelle carceri, si riscontra che i bimbi che nascono dietro le sbarre sono mediamente più piccolini rispetto ai coetanei che nascono in un ospedale civile, pesando meno di tre chili, anche perché sono spesso dei bambini le cui mamme hanno parecchi problemi di saluteh e sono in un periodo poco florido della loro esistenza, non solo per la situazione, ma spesso anche per le condizioni di salute personali, alcool, droga, stato nervoso precario.

    E’ dal 1975 che una legge permette alle donne in carcere di stare vicino ai loro bimbi, fino a che non compiono il terzo anno di età, per questo è importante che le strutture carcerarie continuino, pur nel completo anonimato, a lasciare le porte aperte alla ricerca, che non solo redige e controlla l’andamento dei programmi per i bambini, ma anche consente eventualmente di trovare nuove soluzioni e di formulare nuove proposte per migliorare il servizio.

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