Bambini: piccoli occhi a rischio traumi

Bambini: piccoli occhi a rischio traumi

Una pallonata improvvisa, oppure lo scontro con lo spigolo del tavolo o, ancora l'incontro con un ramo impropriamente usato per giocare: i pericoli per gli occhi del bambino sono tanti e, anche se si può intervenire con la microchirurgia, è meglio prevenire

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    Occhi dei bambini a rischio traumi

    Saranno riuniti nei prossimi giorni a Bergamo gli specialisti della Società Italiana di Ergoftalmologia e Traumatologia oculare: parleranno di traumi agli occhi con una particolare attenzione a quelli che colpiscono i bambini e alle soluzioni più innovative pensate proprio per i piccoli occhi.

    I NUMERI. Abbiamo, infatti, già parlato della crescita del fenomeno dei traumi oculari, ma questa volta puntiamo l’attenzione sui più piccoli, perché il 50% ricoveri per trauma oculare riguarda loro. L’età più colpita è quella tra i 5 e i 10 anni: sono soprattutto i maschietti ad andare incontro ai traumi (con un rapporto 4 a 1 rispetto alle femmine), mentre non ci sono sostanziali differenze di sesso fino ai 3 anni.

    LE CAUSE. I bambini sono curiosi, ma anche scatenati e imprudenti e a volte non si lasciano fermare neppure da un’evidente stanchezza. Finiscono, così, per incappare in piccoli e grandi incidenti che possono colpire l’occhio: pallonate e colpi accidentali durante i giochi e lo sport, ma anche incontri ravvicinati con spigoli e oggetti appuntiti e, purtroppo, anche traumi legati ad abusi e maltrattamenti.

    I TRAUMI. Non tutti i colpi che gli occhi ricevono producono lo stesso danno. I traumi semplici, ossia le contusioni, sono quelli che interessano la parte esterna dell’occhio, ma non danneggiano le strutture deputate alla visione. Più rischiosi, evidentemente, sono i traumi perforanti, causati da corpi estranei che colpiscono l’occhio aperto arrivando a danneggiare le strutture interne (come la cornea e la congiuntiva) o arrivando a causare anche gravi danni al bulbo oculare.

    LE CURE. Oggi, però, grazie alla microchirurgia oculare, è possibile intervenire sui piccoli occhi in maniera migliore, con meno traumi anche per i pazienti pediatrici: “Sono state affinate le tecniche, rese sempre meno invasive e traumatizzanti soprattutto per il bambino. Basti pensare che oggi, grazie a strumenti di calibro 0.5 millimetri, ci è permesso di accedere all’interno delle strutture oculari per via transcongiuntivale mentre fino a pochi anni fa gli strumenti, che al massimo raggiungevano i 0.9 mm di calibro, richiedevano l’apertura della congiuntiva” spiega il dottor Stefano Zenoni, direttore dell’Unità di Oculistica degli Ospedali Riuniti di Bergamo e coordinatore del congresso.

    Così anche il recupero dopo l’operazione è più a misura di bimbo.

    PREVENIRE. Nel 90% di tutti i casi di traumi oculari, l’occhio si recupera, per lo meno a livello anatomico, ma non sempre si recupera una buona vista. Ecco perché è importante puntare alla prevenzione dei danni alla vista: la frequenza e la gravità di più del 90% di tutti i traumi oculari in età pediatrica può essere prevenuta. Per esempio, in casa, è bene dotarsi di paraspigoli, utilizzare per la stanza del bambino mobili con spigoli arrotondati, limitando comunque il numero del mobilio. Vanno, inoltre, tenuti fuori dalla sua portata oggetti, piccoli o grandi, contundenti e le sostanze irritanti. Se pratica sport che lo richiedono, obbligatori gli occhialini protettivi.

    Immagine tratta da: Giadenonline.com

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