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Bambini: niente latte di mucca prima dell’anno

Bambini: niente latte di mucca prima dell’anno

Anche quando l'alimentazione del bambino smette di essere esclusivamente a base di latte, cioè circa dal sesto mese di vita, insieme agli altri alimenti non bisogna introdurre il latte di mucca, ma proseguire con quello materno o con latte di formula

da in Alimentazione, Bambini, Latte, Latte materno
Ultimo aggiornamento:

    No al latte di mucca prima dei 12 mesi di vita

    Il latte di mucca non andrebbe mai assunto prima dell’anno di vita: a dirlo sono da tempo le principali istituzioni sanitarie pediatriche a livello italiano, dalla Società Italiana di Pediatria al Ministero della Salute, e mondiale, come la Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica e Nutrizionale e l’American Academy of Pediatrics statunitense.

    Ma evidentemente non basta, visto che, secondo un recente studio, condotto dal Dipartimento di pediatria dell’Ospedale San Paolo di Milano su 2450 madri italiane, ha rivelato come il 65,2% dei bambini a 12 mesi è già allattato con il latte di mucca, e il 18,3% dei bambini a soli 6 mesi.

    Il divieto del latte di mucca nasce dalla composizione dello stesso, inadatta a soddisfare i bisogni del bambino : il latte vaccino è carente in vitamine e acidi grassi, fondamentali per una corretta crescita, per lo sviluppo del sistema nervoso, della capacità visiva e hanno un’influenza notevole sulla modulazione della risposta infiammatoria, sull’aggregazione piastrinica, la pressione arteriosa e l’attività cardiaca. È ricco di ferro, ma in modo non assorbibile dal bambino, che rischia così l’anemia, e addirittura troppo ricco di grassi e di proteine, che rappresentano il maggiore fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità infantile.

    “Esistono delle finestre critiche dello sviluppo durante le quali l’eccesso o il difetto di fattori nutrizionali diversi potrebbe indurre conseguenze a lungo termine, come lo sviluppo di malattie cardiovascolari e obesità” sostiene Claudio Maffeis, Professore Associato di Pediatria dell’Università di Verona, responsabile dell’Unità di Nutrizione Clinica e Obesità. “Durante le fasi precoci dello sviluppo, alcuni nutrienti possono non solo avere effetti a breve termine su crescita, massa corporea e risposte funzionali dell’organismo, ma possono anche avere effetti sui rischi di mortalità e morbilità nel corso dell’età adulta.”

    Anche durante lo svezzamento, quindi, accanto all’introduzione graduale nell’alimentazione del bambino di nuovi cibi, meglio continuare a prediligere il latte materno o, se manca o è insufficiente, latte in formula specifico consigliato dal pediatra per le esigenze del piccolo.

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