Bambini: i pettegolezzi portano al bullismo

Contro il bullismo a scuola la prima mossa è ridurre i pettegolezzi fra i bambini: sono questi, infatti, una prima forma di vessazione, a volte più pesante di quella fisica

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    Il bullismo non è solo una questione di angherie fisiche: i ragazzini più aggressivi, i cosiddetti bulli, la sanno già lunga su quanto spesso le parole siano in grado di fare più male di un calcio o di un pugno. E sono proprio gli insulti, le minacce, ma soprattutto la diffamazione con il pettegolezzo le prime armi con cui si sviluppa il bullismo a scuola.

    Ridurre i pettegolezzi tra bambini potrebbe, quindi, aiutare ad arginare il fenomeno del bullismo: è questa la teoria cui stanno lavorando alcuni studiosi americani dell’Università di Washington. I ricercatori hanno esaminato le interazioni di 600 bambini dai 3 ai 6 anni, registrando ogni bambino per 5 minuti al giorno per 10 settimane, rilevando, in particolare i casi di pettegolezzo.

    La metà dei bambini è stata poi sottoposta a un corso anti-bullismo di tre mesi in cui si insegnavano l’assertività e l’empatia. I piccoli sono stati, quindi, nuovamente studiati per 10 settimane: quelli che avevano seguito il corso anti-bullismo hanno fatto registrare una diminuzione dei casi di pettegolezzo dal 25 al 72%. “Un dato che può fare la differenza nella vita di un bambino” sostiene Karin Frey, tra gli autori della ricerca. “Il pettegolezzo è un tipo di bullismo, e può portare al bullismo fisico. Chiedete ai bambini: vi diranno che è doloroso quanto le vessazioni fisiche”.

    Quella dei corsi anti-bullismo, quindi, potrebbe una opzione da considerare anche in Italia, dove, secondo l’ultimo rapporto Eurispes-Telefono azzurro, il bullismo scolastico riguarda un bambino su tre. Per altro, dallo stesso rapporto, si ha la conferma della presenza di forme di bullismo basate sul pettegolezzo e sulla diffamazione, che vedono come vittime tipiche le bambine.