Bambini: disturbi del sonno e del comportamento sono collegati

Bambini: disturbi del sonno e del comportamento sono collegati

Disturbi del sonno e del comportamento sono strettamente collegati: soffrire dei primi espone a un maggiore rischio di essere vittime dei secondi

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    Disturbi del sonno, collegati a quelli del comportamento

    Cattive notizie per i piccoli che soffrono di disturbi respiratori nel sonno (SDB). Il loro, già fastidioso, problema, potrebbe essere accompagnato da un altro, altrettanto “odioso”: i disturbi del sonno espongono i bambini che ne soffrono a un maggior rischio di sviluppare problemi del comportamento futuri.

    Disturbi del sonno e del comportamento sarebbero davvero legati “a doppio filo”, almeno secondo le evidenze ottenute nel corso di un recente studio da un gruppo di ricercatori dell’Albert Einstein College della Yeshiva University di New York City.

    Avere, durante le ore notturne, un riposo “affannoso” per colpa della respirazione difficoltosa, caratteristica dei disturbi respiratori del sonno, potrebbe “aprire” la strada ad altri, più seri e difficili da gestire, problemi di comportamento, come iperattività e aggressività.

    I ricercatori statunitensi, alla luce dei risultati della sperimentazione, pubblicati sulle pagine della rivista Pediatrics, sembrano non avere molti dubbi, come conferma una delle autrici, Karen Bonuck, professoressa di medicina sociale e familiare e di ostetricia e ginecologia alla Einstein. “Lo studio è la prova più evidente che il russare, il respirare con la bocca e l’apnea notturna possano avere gravi conseguenze comportamentali e socio cognitive per i bambini” ha sottolineato la Bonuck.


    La relazione “pericolosa” tra i disturbi del sonno e quelli del comportamento è emersa al termine di uno studio, che ha coinvolto, per oltre 6 anni, circa 11 mila bambini. ”Se i genitori sospettano che i figli abbiano problemi legati alla respirazione durante le ore di sonno, dovrebbero chiedere al pediatra o al medico di famiglia una valutazione più approfondita e la necessità di incontrare un otorinolaringoiatra o uno specialista del sonno”, ha aggiunto l’esperta.


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