Dislessia: sintomi di una malattia diffusa

Dislessia: sintomi di una malattia diffusa
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Dislessia

Che cosa succede se un bambino a scuola non riesce a stare attento, si distrae, perde alcuni momenti della spiegazione e non segue bene la lezione? Se lo fa perche’ non ha voglia di ascoltare la maestra viene punito, ma se il problema risiede in una malattia allora la situazione diventa grave.

Si pensi che in età scolare i bambini che hanno la dislessia sono circa il 5% del totale, la dislessia, oltre che portare alle conseguenze di cui sopra, causa ai bambini problemi con la grammatica, perche’ invertono le lettere e scambiano le vocali, causa problemi con sinonimi e contrari, con l’ordine della frase e con i vocaboli che si assomigliano ma cambiano per la posizione delle lettere.

La dislessia, si badi, non e’ considerata come una malattia normale, per cui il fatto che i bambini abbiano problemi di comprensione e problemi di studio per questo disturbo, non viene considerato.

Se il bambino davanti al foglio con la storiella da leggere non riesce a cominciare con ordine, se ha difficoltà a imparare a memoria delle parole e delle sequenze di numeri, se li scambia, forse ha dei problemi di dislessia.

La malattia si puo’ affrontare, col tempo si puo’ anche guarire, l’importante è non fare pesare al bimbo il fatto che non riesce a concentrarsi e a imparare bene tutto. L’associazione per i bambini che sono malati di dislessia sta lavorando sul territorio nazionale da circa 11 anni, anche se nelle scuole e’ facile che il bambino, quando è solo, sia la vittima del pregiudizio, per cui è più facile pensare che il bambino non capisce piuttosto che accettare le sue difficoltà.

Il bambino malato di dislessia comincia a manifestare problemi durante i primi momenti che dedica alla lettura: guardando le parole inverte le lettere e scambia le sillabe, può succedere per distrazione, ma se il fatto si ripete c’è da sospettare che il disturbo esista.

La dislessia si manifesta durante l’età evolutiva, per cui appena il bambino mostra dei segni di disturbo è bene intervenire: quando il bimbo viene emarginato e lasciato da solo nella sua difficoltà, sarà per lui più facile reagire assumendo il comportamento di chi non si interessa della scuola, piuttosto che mostrare le sue difficoltà davanti a tutti. Insomma, piuttosto che sentirsi diverso e portatore di un disturbo, preferirà fingere di essere lui il decisionista per non studiare e di non riuscire a concentrarsi, magari anche solo reagendo con impulsi dettati dall’istinto.

Poca volontà di impegnarsi, reazioni agressive, poca autostima, sono parte del disturbo del bimbo dislessico, che non riesce a spiegarsi come fanno gli altri e non riesce a elaborare le informazioni come invece fanno gli altri bambini.

Se il bambino comincia a frequentare la scuola e ancora non ha sviluppato il linguaggio, puo’ essere che il suo disturbo dislessico sia piuttosto marcato, per cui va fatto seguire con attenzione da uno specialista, un logopedista e un neurologo che riesca ad andare fino in fondo a scoprire l’origine della malattia, che spesso ha delle radici genetiche.

Il dislessico può guarire completamente o quasi, anche se una piccola parte di malati, nel 30% dei casi, non riesce a superare il problema e rimane impossibilitato nell’acquisire certe capacità, anche se mediamente il bambino dislessico è più intelligente rispetto agli altri bambini.

Il problema dal punto di vista dei docenti che si trovano a dover trattare con bambini affetti da dislessia, sta nel fatto che non esiste un maestro o un professore che riesce a seguire con specifica attenzione questi ragazzi, che devono quindi caricarsi del normale studio e della terapia di riabilitazione: il ragazzo dislessico non guarisce mai davvero dalla malattia, ma impara tecniche fondamentali per aggirare gli ostacoli.

Foto: Google

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Leggi anche:Dislessia: un campus estivo per combatterlaBPCO: definizione, sintomi e cure di una malattia sempre più diffusaInfluenza e morbillo: le malattie infettive più diffuse in EuropaMalattie reumatiche: causa di disabilità e dolore sempre più diffusa

Fonte | Corriere

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Sab 25/10/2008 da in ,

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25 dicembre 2009 17:54

dalla dislessia non si guarisce

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Max 25 giugno 2010 19:33

Insomma,e vi chiamate “tanta salute?”
Sono un dislessico adulto.
So benissimo cos’è la dislessia,perchè la vivo sulla mia pelle!
La dislessia NON E’ UNA MALATTIA!!!
E’ solo un altro modo di pensare!

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MartinaC 29 dicembre 2009 22:24

Buongiorno.
Eh si le tecniche per riabilitare un bambino dislessico sono profonde perché il disturbo non è solo un disturbo del linguaggio.
Però con molta pazienza e costanza il bambino diventa un adulto con capacità comunicative molto buone, in cui si nota la dislessia solo in alcune circostanze. Fortunatamente la scienza consente ora di intervenire sull’area del linguaggio e non solo sulla linguistica e sulla glottologia, ma proprio sull’apprendimento, all’origine.
Buona Serata

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Marco Munich 15 gennaio 2010 14:14

Ciao, volevo solo dire che quello che voi chiamate dislessia è un semplice semplice modo diverso di leggere la vita.

Il problema è che il mondo è comandato da voi emisferi sinistri.
Credo che se fossimo tutti DISLESSICI, ora su questo sito ci sarebbe un articolo sul grave problema della troppa logicità e freddezza alla vita, anzi non credo nemmeon esisterebbe internet ma forse qualcosa di meglio, di più “sociale”, che avvicini le persone.
ciao

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Daniela 25 gennaio 2010 13:23

mia figlia sono otto anni che fa terapia miglioramenti poco stamattina siamo andati dal foniatra ………mi ha detto che mia figlia e un bagaglio pieno e inutile continuare le terapie…………….

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MartinaC 27 gennaio 2010 20:48

Buongiorno,
certi casi di dislessia non hanno miglioramenti solo apparentemente, nel senso che il mantenimento di uno stato non equivale al fallimento, ma al limitare il danno, mi creda non è poco, sarebbe però importante sapere che tipo di dislessia sua figlia presenta e anche se condiziona le capacità di apprendimento. Buona giornata.

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23 aprile 2010 17:28

ho un ragazzo dislessico di 13 anni ho bisogno di sapere se il fatto che in classe sia molto irrequieto fa parte delle problematiche legate alla dislessia,poichè col mio aiuto il rendimento è abbastanza buono ma ultimamente quasi tutti i prof. si lamentano che si alza spesso chiede di andare in bagno chiacchiera.Aspetto notizie che mi aiutino a capire

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Grazia 3 febbraio 2010 12:39

Ciao, sono una mamma di 45 anni (credo dislessica) di un bambino probabilmente dislessico, probabilmente perche’ non sono ancora riuscita ad avere una diagnosi iniziata un anno fa tra appuntamenti sbagliati per sbagliate informazioni e centri disorganizzati pronti a farti pagare per dei testi e farti aspettare 5 MESI una diagnosi (che ancora sto aspettando),…. Beh questo e’ solo l’inizio, anche se io posso vantare 45 anni di umiliazioni e insicurezze dovute a tutti i disagi che un dislessico puo’ avere dalla scuola al mondo del lavoro.. ciao a tutti.

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27 febbraio 2010 19:06

Salve.
Vorrei sapere se la dislessia è graduabile. Mi spiego: mia figlia, adorabile mancina di 7 anni, ha una pagella di tutti 9, le maestre sono contente, ma si lamentano della lentezza della bimba nel copiare dalla lavagna e nel fare i compiti in classe, nonchè del disordine della scrittura. La bimba piange a scuola tutti i giorni perchè viene ripresa.
Impiega ore interminabili per fare i compiti a casa, stancandosi moltissimo. Spesso scrive a specchio numeri o parole, senza accorgersene.
E’ convinta di non essere brava, nonostante i voti, perchè viene rimproverata. Può essere una leggera forma di dislessia?

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MartinaC 27 febbraio 2010 20:57

Buongiorno
1. non esiste correlazione tra lo scrivere a specchio le lettere e l’essere mancini
2. l’essere mancini può portare a porre il segno grafico in senso antiorario al posto che orario, per comodità, ma non preclude l’apprendimento
3. scrivere a specchio è il tipico atteggiamento che si pone per il bambino che tenta la copiatura, bisogna verificare che cosa legge della sua scrittura quando scrive a specchio
4. l’esercizio di copiatura, abbia pazienza, è superato da tempo per l’apprendimento, è un periodo che a scuola si passa, ma poi si va ad altro e i bei voti dimostrano che la bambina impara
5. essere lenti non significa non capire o non essere intelligenti
6. scrivere a specchio può essere una forma di intelligenza e curiosità di sperimentare la copiatura
7. potrebbe esprimere il rifiuto alla copiatura perché i rimproveri di quel lento e faticoso lavoro le causano un blocco a cui reagisce ribellandosi nello scritto
8. fare esercizi di lettura e di scrittura (non di copiatura) serve per capire se la bambina concepisce le parole e le lettere in ordine inverso o se non distingue
non conoscendo la piccola non posso giudicare nulla, ma posso in parte escludere i reali disturbi di dislessia, direi piuttosto che deve fare attenzione se nella scrittura ha un ordine giusto o errato delle parole e delle lettere e se nel rivedere quello che scrive nota o meno l’errore, probabilmente sua figlia mentre fa i compiti o rifiuta qualcosa che la appesantisce o pensa a troppi contenuti rispetto alle sue capacità ancora in limbo di piccola bambina, crescendo si potrà sicuramente risolvere.
Buona serata

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7 aprile 2010 00:28

Ho 39 anni ed ho un bambino di 9 anni un po iperattivo ma intelligente .Quando ero piccola come lui trovavo difficoltà nell’apprendimento , nella concentrazione , e pur impegnandomi ricordavo con difficoltà quello che studiavo . Adesso sono adulta ho una famiglia dei figli un lavoro ma sono un soggetto ansioso e a volte depresso e sono spesso insicura di me stessa e di essere giudicata , tuttora trovo a volte difficolta nel comprendere alcune cose.Scrivo tutto ciò per capire se anche io da bambina potevo soffrire di dislessia e se intervenendo potevo in età adulta evitare tali disturbi Grazie gradirei una risposta Ilary

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Maria 6 novembre 2011 19:37

sono una dislesica umiliata da tutti ,genitori ,marito ,figli.Mi sono scritta su feisbuk ma non ho il coraggio di scrivere niente, avrei tante cose da dire . Ma la paura di sbaggiare mi blocca .Scrivo qualcosa e poi lo cancello .Mi sono sepre sentita in adeguata .Scusate gi erori .Ma questa volta lo invio

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MartinaC 7 aprile 2010 08:39

Buongiorno Ilary, è difficile capire se ci sono delle correlazioni tra il suo disturbo e quello del bambino, ma ancora di più se ci sono correlazioni tra l’ansia e la depressione e la distrazione. E’ pur vero che l’ansia causa distrazione, ma è anche vero che un comportamento ansioso della mamma procura a sua volta ansia nel bambino. Allora bisognerebbe capire se sua madre o qualcuno della sua famiglia, ad esempio il padre era a sua volta ansioso, se c’è un lato del carattere che ha ereditato lei e il bambino o se è un fatto del tutto comportamentale. Avere in casa persone ansiose porta il bambino a diversi esiti nell’apprendimento: può anche lui diventare ansioso e quindi avere difficoltà, può invece chiudersi in se stesso e evitare le situazioni di crisi, può comportarsi in modo conflittuale. Non c’è attinenza fra la dislessia intesa come disturbo e la distrazione, la prima si affronta con tecnoche di apprendimento che lavorano sulla corteccia, la seconda con tecniche che lavorano sulla psiche.
“Ma non vedo differenza nel risultato scolastico e comportamentale” dirà lei .. invece no: a ben vedere affrontare con delicatezza la situazione consente di notare l’enorme differenza che c’è tra psiche e cervello. Se il bambino è semplicemente ansioso, come si può per ora pensare, ridurre all’essenziale le informazioni da acquisire e lasciare che abbia una valvola di sfogo per la sua ansia può essere il primo passo, in seguito a cui vanno affrontate le cause delle insicurezze. Buona giornata

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Claudia 18 aprile 2010 15:51

salve io ho un bimbo di sette anni che forse è dislessico,dico forse perchè ha fatto una prima visita da una neuropsichiatra che ha visto dei tempi lunghi di lettura quindi prima di fare una certificazione lo deve rivedere tra tre mesi nel frattempo con lui devo fare esercizi quotidiani con un libro dal titolo dislessia e trattamento sublessicale.I tempi per avere un’altro parere sono lunghissimi liste di attesa per avere gli appuntamenti infinite,ma non vorrei avere un solo parere dato il delicato argomento tutto è iniziato per via delle sue distrazioni che le maestre non capivano… però adesso che io ho fatto questi passi loro hanno cominciato a dirmi che lui non è affatto dislessico io vorrei capire quanti gradi di dislessia ci sono e se si può dire dislessico chi non fa fatica nella matematica ma solo nei tempi di lettura;anche se è un bel problema perchè l’anno prossimo lui inizierà materie di terza elementare dove c’è da studiare.inoltre vorrei sapere se lo giudica meglio la neuropsichiatra ola logopedista grazie.

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23 aprile 2010 17:32

HO un ragazzo dislessico di 13 anni ho bisogno di sapere se il fatto che in classe sia molto irrequieto fa parte delle problematiche legate alla dislessia,poichè col mio aiuto il rendimento è abbastanza buono ma ultimamente quasi tutti i prof. si lamentano che si alza spesso, chiede di andare in bagno ,chiacchiera.Aspetto notizie che mi aiutino a capire

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MartinaC 24 aprile 2010 17:51

E’ un pochino difficile, per tutta la buona volontà della situazione darle una risposta adeguata a questo quesito signora. Come possiamo pensare di capire, da così poche indicazioni, se il bambino è ansioso o se va in bagno perché vuole fuggire dalla lezione? Chiacchierare e andare spesso in bagno .. non è che siano sempre dei sintomi di un disturbo, prima bisognerebbe parlare con il figlio e capire come mai sente spesso la necessità di uscire, se questo per lui è un disturbo, allora lavorare su questo fatto .. un conto è trovare interesse nel leggere informazioni relative alle patologie e ai disturbi, che possono essere utili per trovare soluzioni, risposte, etc .. un conto è richiedere una diagnosi precisa. Lei sa che non è carino mettersi a fare diagnosi azzardate, né per scherzo né seriamente. Si figuri se in un giornale di un certo livello come Tanta Salute possiamo azzardare tentativi pericolosi di diagnosi, non si può andare oltre al reale, conosciuto di dominio culturale in fatto di patologie e disturbi, anche approfondito, ma pur sempre a carattere di letteratura medica non di previsioni .. le conosiglio con cognizione di causa di parlarne con il figliolo per capire il perché delle sue difficoltà. Buona Serata

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Anna 11 maggio 2010 23:56

Ciao,
sono la mamma di un ragazzino di 12 anni ben voluto da tutti che non presenta problemi comportamentali ma grandi problemi di apprendimento.
Non mostra i classici sintomi della dislessia, quali difficolta’ nella lettura e scrittura, inversione delle lettere, ecc, infatti legge e scrive molto bene. Fra l’altro, siccome viviamo all’estero, dalla prima elementare frequenta una scuola internazionale in cui la lingua d’insegnamento e’ l’inglese, mentre la sua lingua madre e’ l’italiano. Le sue difficolta’ sono soprattutto in campo linguistico (sia in italiano, lingua parlata a casa, sia in inglese). Fa fatica a raccontate un fatto in maniera comprensibile; fa fatica a reperire le parole; nonostante legga molto bene, non ricorda molto di quello che ha letto; ha difficolta’ a concentrarsi e anche in matematica, nonostante una volta capito cosa gli viene richiesto riesce ad andare avanti, alcune cose non riesce proprio a ricordarle.
Da piccolo ha avuto problemi di linguaggio: ha parlato tardi e male, per un certo periodo (fino ai 4 anni circa) ero l’unica in grado di capirlo. La neurologa dalla quale l’avevo portato all’eta’ di 3 anni e mezzo, grazie a dei test, aveva riscontrato che dal punto di vista del linguaggio e della socialita’ era indietro di circa un anno e mezzo, mentre per quanto riguardava la parte motoria e il coordinamento occhio mano era avanti di circa un anno e mezzo.
All’eta’ di 4/5 anni e’ stato sottoposto a sedute logopediche dopo alcuni incontri con la neuropsichiatra stessa. Anche a fronte di miglioramenti gia’ iniziati, la terapia logopedica ha dato degli ottimi risultati.
Ma, cominciato il periodo scolastico, ha subito mostrato difficolta’ nell’apprendimento e quasi subito e’ stato supportato da una specialista.
Ora pero’, anche per il fatto che alla scuola media le difficolta’ aumentano, io ho dei seri problemi nell’aiutarlo a casa, sia perche’ lui rifiuta di studiare sia perche’ io non so come farlo studiare. Mi domando se questi suoi sintomi rientrino in una sorta di dislessia e se e’ il caso di mandarlo in una scuola specializzata in questo tipo di problemi, ammesso che esista.
In questo momento sono molto demoralizzata perche’ non so come aiutare mio figlio e mi domando se potrebbe essere utile sottoporlo a dei test per capire quali sono i suoi punti di forza e qual’e’ il suo modo migliore per apprendere.
Potra’ col tempo superare completamente questi suoi problemi?
Grazie,
Anna

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12 maggio 2010 15:23

Salve, ho una figlia di quasi 14 anni e da pochi giorni gli è stata riconosciuta una patoligia di “dislessia comportamentale”. Ripercorrendo la sua vita fino ad oggi , capisco il perchè di tanta fatica ad apprendere e il suo comportamento. Perchè nessuno si è accorto di tutto questo,gli insegnanti dovrebbero saper riconoscere queste malattie. Rispondetemi, grazie.

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Nadia 29 giugno 2010 10:58

Salve, ho una bimba di quattro anni … vorrei capire quali sono i sintomi di dislessia a quattro anni …

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Lussy 6 ottobre 2010 11:50

Salve, mia figlia ha 6 anni e mezzo, legge correttamente tranne per il fatto che inverte la prima sillaba con la seconda. in 1° elementare avveniva molto frequentemente adesso in seconda elementare meno. é mancina ed ha problemi di ipermetropia. inoltre riuscire a farla stare attenta durante i compiti è avvilente, è sempre con la “testa in aria”. desidero sapere se rientra nella norma o se dovrei pensare ad un controllo. grazie

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Atos 8 ottobre 2010 20:32

salve purtroppo ho scoperto il mio problema di dislessia un pò troppo tardi (33 anni )e da allora ho capito perchè non riuscivo e riesco soprattutto nel concentrarmi ma quello che volevo sapere ora che sono ormai sui 40 oltre alle difficolta evidenti di lettura e scritto (come potrete notare non so ancora usare la punteggiatura correttamente)quali altri scompensi potrei avere di cui non mi rendo conto? e avendo una figlia è vero che può essere ereditaria ?

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Renato 17 ottobre 2010 12:47

Nell’articolo si parla di “malattia”; sottolineo invece che si tratta di un “disturbo”. Vi prego di prenderne atto perchè non è cosa di poco conto.
Renato Ruso

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21 ottobre 2010 09:46

perdonate il mio commento fuori luogo ma vorrei sapere se fosse possibile come viene chiamata quella patologia che si identifica in colui il quale fa un uso smodato delle lettere maiuscole nella scrittura?

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3 febbraio 2011 18:36

Ciao,
io mi sono sempre vergognata del mio problema, ho scoperto di cosa soffrivo da sola. Nn capivo nonostante avessi una passione esagerata x i libri, la mia lettura fosse vergognosa… Ho lottato tanto x sentirmi normale, ho continuato gli studi anke se i professori lo sconsigliavano, ho anke studiato in un’accademia di ”Arte drammatica”, affrontando gli insulti x la mia scarsa istruzione, ma… nonostante tutto sono stata la protagonista principale,piu’delle volte. Ho sofferto e soffro questa malattia. E nn sono mai stata in grado di parlarne con nessuno. In seguito ad una male ke mi ha cambiato l’esistenza mi sono trasferita a londra dove ho imparato una nuova lingua, nn esco mai con uomini italiani x paura ke si accorgano del mio problema. Qui lavoro come Amministratore ho imparato a concentrarmi… Continuo a fare errori ortografici ma nn e’ la mia lingua nativa e cosi, vengono accettati… Mi dispiace ke l’italia nn abbia capito… Ke gli insegnanti nn seguano abbastanza corsi di aggiornamento e psicologici, ke le famiglie nn vengono aiutate a capire. Qui un problema di dislessia nn e’una vergogna ma un piccolo problema ke ha bisogno di esercitazione… Io nn sono guarita ma affronto il problema tutti i giorni e nn sento piu’il peso e l’umigliazione…del nn sapere ke ci sono difficolta’e nn solo deficenze.

Buona Fortuna a Tutti…

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10 luglio 2011 13:19

Salve,sono la mamma di un bimbo di 7 anni.Ha frequentato lo scorso anno la prima elementare,le maestre ai colloqui mi hanno sempre detto che è distratto ,che si concentra poco x cui fa erroei nel dettato e anche nel copiato.Ha imparato presto a leggere ed anche abbastanza bene,scrive bene anche se un pò disordinato.Ha però difficoltà a dividere le parole mentre scrive e con le doppie.In più si muove in continuazione,non è aggressivo anzi è molto buono,impara subito le cose da memorizzare.SONO SINTOMI DI UN PROBLEMA O CRESCENDO CAMBIERà? Grazie in anticipo!!!

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Anna 18 dicembre 2013 11:16

salve io ho un bambino dislessico.molti dicono che possa essere dovuto ad un trauma subito da piccolo ma io questa opzione la scarto perche e cresciuto nell amore e nella compresione.ora frequenta la seconda elementare anche se lui viene incoraggiato da tutti viene riempito di complimenti si vede che e sfiduciato anche perche non riuscendo a parlare bene lui cio che pronuncia scrive.se sa che potrebbe essere preso in giro si chiude come un riccio e non parla con nessuno.malgrado tutto e bravissimo in matematica capisce cio che legge pero nel momento in cui deve elaborare la frase e metterla per iscritto si perde.io come mamma sono disperata vorrei aiutare in tutti i modi mio figlio ma lui anche se non esterna i suoi sentimenti io so che dentro di se soffre infatti il piu delle volte che si esterna con qualcuno assume un atteggiamento infantile.io lo porto dalla logoterapista dalla neuro psichiatra a fare i controlli di routine ma non vedo nessun cambiamento nel bambino.come posso comportarmi??grazie..vorrei dire a tutti i dislesici che sono qui e scrivono che non e una malattia perche siete intelligenti e cosi amabili che nessuno puo giudicare una difficolta perche esiste tanta gente senza problemi ma talmente cattiva ..quindi forza siamo tutti uguali

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