Balbuzie: cause, cura ed esercizi

Balbuzie: cause, cura ed esercizi

La balbuzie ha cause non ancora del tutto spiegate

da in Linguaggio
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    La balbuzie è un disturbo del linguaggio, caratterizzato da blocchi, esitazioni e ripetizioni. In genere il tutto comincia a manifestarsi in una fase che va dai 3 ai 6 anni e i sintomi possono diventare più acuti, in corrispondenza di situazioni come stress e nervosismo. E’ difficile dire con sicurezza quali siano le cause della balbuzie. Di certo, comunque, il tutto va ricondotto ad una relazione con gli altri, a fattori di tensione emotiva o ad eventi traumatici, che influiscono determinando la situazione. Esistono diversi tipi di cura, ai quali si può fare ricorso, anche se non è detto che essi possano rivelarsi efficaci. Da non trascurare appositi esercizi.

    Le cause

    Le cause della balbuzie rappresentano ancora un oggetto di indagine per la ricerca scientifica. Si tratta spesso di fattori complessi, nei quali confluiscono elementi comportamentali, psicodinamici, organici e funzionali. Per la balbuzie evolutiva non si sa bene quali elementi prendere molto in considerazione. Diverso è il caso in cui il disturbo può essere acquisito, perché si potrebbe trattare di neoplasie alla testa, ictus, lesioni e traumi gravi. Ci sono fenomeni di origine psicogena, le cui cause potrebbero essere legate ad un trauma dell’infanzia, ad un lutto oppure potrebbero essere rintracciate in una forma di reazione psicologica in risposta ad un incidente fisico.

    Sicuramente entrano in gioco reazioni all’ansia, allo stress e alla tensione emotiva in generale. Ecco perché, quando un bambino manifesta questo tipo di disturbo, è necessario che i genitori non aggravino la situazione, portando il tutto a forme esagerate di esasperazione e di preoccupazione. Gli esperti sottolineano anche come, almeno in alcuni casi, possa influire anche la genetica. Non è detto che chi presenti dei parenti balbuzienti cada necessariamente nello stesso disturbo, ma il rischio potrebbe essere maggiore. Certamente, in ogni caso, non si può affermare con certezza un’ereditarietà del disturbo.

    La cura

    Per la cura della balbuzie esistono diversi approcci terapeutici. Fra questi il primo da tentare è quello dell’autoterapia, che consiste nel prendere consapevolezza della disfunzione verbale e nell’accrescere il desiderio di guarire. Spesso, comunque, da soli non si riesce a fare molto, ma potrebbe essere necessario l’aiuto di un logopedista. Attraverso l’apporto di un esperto si potrebbero individuare i fattori psicologici che incidono, per poter provare a desensibilizzare ansie e paure.

    L’obiettivo è quello di modificare la balbuzie, cercando di evitare i blocchi verbali.

    In questo senso il lavoro del logopedista potrebbe essere accompagnato anche da un consulto psicologico. Si fanno poi degli esercizi che riguardano la respirazione, la corretta articolazione delle labbra e della lingua e la fonazione. Esistono, inoltre, delle apparecchiature elettroniche, che hanno l’obiettivo di migliorare la fluidità del linguaggio. Il tutto consiste nel far sentire al paziente la sua voce in modo alterato, attraverso una percezione del ritardo della voce, una modificazione della frequenza delle parole o un mascheramento di queste ultime. Soltanto in casi estremi si arriva all’uso di farmaci come gli ansiolitici. Questi ultimi vanno presi sempre sotto consulto medico.

    Gli esercizi

    Gli esercizi per la balbuzie possono essere suddivisi in base alla tecnica utilizzata, corporea o linguistica. E’ importante che il paziente impari a conoscere il suo corpo e gli effetti che su di esso hanno le sue reazioni di ansia. Inoltre bisogna esercitarsi a ritrovare un ritmo del linguaggio, che spesso si perde. Tutto questo si può fare prendendo confidenza con la propria voce e con l’immagine di sé data agli altri.

    Facciamo qualche esempio pratico. Un primo esercizio si può eseguire stando distesi supini e chiudendo gli occhi, per rilassarsi. Si deve inspirare con il naso e poi buttare fuori l’aria con la bocca, puntando l’attenzione sulla zona del diaframma. Quando ci si accorge che questa parte del corpo è rilassata, si incomincia a parlare, per poi tornare a rilassarsi, nel momento in cui ci si inceppa. Un altro esercizio consiste nello stare in posizione distesa con gli occhi chiusi e respirando profondamente. Ci si deve immaginare se stessi alle prese con una prova da superare, una situazione che potenzialmente potrebbe creare dell’ansia. Ci si rilassa e poi si incomincia a parlare.

    Altre tecniche consistono nell’ascoltare un brano musicale e leggere seguendo il ritmo della musica oppure nel registrare la propria voce e riascoltarla, disegnando su un foglio ed esprimendo le emozioni che l’ascolto provoca.

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