Avvelenamenti: attenzione al cartone delle pizze

Neanche una pizza in pace ci si può gustare, scoprite perchè!

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    Cartone pizza

    Chi lo direbbe, anche portarsi a casa una calda, fragrante e rassicurante pizza potrebbe rappresentare un pericolo per la nostra salute e non certo per gli ingredienti, per lo più abbastanza sicuri, soprattutto se si tiene conto che le pizzerie generalmente dispongono di prodotti freschi per via del grande smercio che fanno del prodotto finito, né per gli ambienti di lavorazione, spesso sottoposti a controlli da parte delle Autorità anche per scongiurare il rischio infezioni; quanto invece per via dell’apparente innocente cartone da asporto, responsabile persino di qualche caso di una qualche tossicità.

    A mettere il dito sulla piaga questa volta pensa l’Unione Nazionale Consumatori che lancia l’allarme fornendo dati tutt’altro che rassicuranti se solo si pensi che a sentire l’importante Associazione dei Consumatori, 90 cartoni su 100 non sarebbero in regola e ciò in quanto non rispettano il Decreto Ministeriale del 21/ marzo 1973 che prevedrebbe che tali contenitori detengano una giusta quantità di pura cellulosa e senza contenuti di macero, anche se non esiste alcuna norma che obblighi il produttore a riportare in etichetta l’intima struttura del contenitore, eppure sono ben due milioni i cartoni, secondo l’UNC, che ogni anno viaggiano in Italia.

    Risultato, secondo le Analisi effettuate su alcuni cartoni per pizza e, sopratutto,secondo l’associazione, la rilevazione circa la presenza del DIPB (diisobutiliftalato), un solvente utilizzato nel riciclaggio della carta per togliere inchiostri e coloranti. Questa sostanza non solo è nociva, ma migra facilmente nella pizza.

    L’Associazione conclude con un appello all’Istituto Superiore di Sanità ed al Ministero della Salute affinché obblighino le aziende produttrici a dichiarare sulle scatole l’utilizzo di carta di pura cellulosa.