Avatar: non andatelo a vedere!

Avatar: non andatelo a vedere!

Questa la trama iniziale dell’ultimo film in ordine di tempo di James Cameron che anche stavolta finirà con lo stupirci per via degli effetti speciali che sono previsti nel film

da in Cefalea, Malattie, News Salute
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    Un marine a cui la cattiva sorte ha riservato di muoversi con la sola sedia a rotelle ambisce ad esplorare ugualmente il pianeta Pandora, una sorta di obbligo morale nei confronti del fratello morto, uno scienziato che voleva impegnarsi in analoga missione. Ma giungere sul pianeta Pandora è difficile di per sé e per via della distanza, 44 anni luce, così come soggiornarci, visto l’ambiente tossico che esiste nel pianeta.

    Come fare? Facile! creando degli essere identici agli umani ma comandabili a distanza, gli Avatar.

    Questa la trama iniziale dell’ultimo film in ordine di tempo di James Cameron che anche stavolta finirà con lo stupirci per via degli effetti speciali che sono previsti nel film. Dunque c’è attesa anche in Italia per questo capolavoro americano del suo genere, ma molti non andranno a vedere il film perché…. perché glielo sconsiglierà l’oculista!

    Secondo tali specialisti, infatti, il film è sconsigliato a tutti e soprattutto a coloro che hanno problemi alla vista in quanto dopo due ore di proiezione potrebbero accusare mal di testa e disturbi visivi. Dello stesso parere è anche l’optometrista James Sutton che ha esposto i suoi dubbi al quotidiano britannico Telegraph. Secondo il dottor Sutton, il problema è che il 3D offre una situazione del tutto innaturale e costringe gli occhi a lavorare sodo.

    Oltre ai sintomi sopra citati c’è chi ha abbandonato anzitempo la visione del film a causa dei disturbi accentuatisi via, via, che trascorreva il tempo. I bambini più di altri spettatori sono più soggetti a incorrere in tali disturbi, eppure nessun divieto o raccomandazione sono stati fatti nei loro confronti, come fatto invece in America, in Gran Bretagna, dove il film è vietato ai minori di 12 anni e ancora, in Germania, Olanda, Corea del Sud, Svizzera, Irlanda e Brasile. Di 11 anni il limite minimo di età consentito in Norvegia, Svezia e Danimarca, di 13 in Argentina e Finlandia, di 14 in Canada, mentre nessun limite, come in Italia, per i nostri “cugini” francesi.

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