Automedicazione: scelta da 3 Italiani su 4

Cura fai da te? Agli Italiani piace e molto: scelgono l'automedicazione soprattutto per mal di testa, mal di denti e mal di schiena

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    Gli Italiani e l'automedicazione

    Mal di testa o mal di denti: chi non ne ha mai sofferto almeno una volta? E in questi casi sono in molti a cercare sollievo dal dolore nei farmaci di automedicazione: secondo un’indagine presentata in questi giorni al 65° Congresso dei Medici di famiglia FIMMG-METIS solo nell’ultimo anno lo hanno fatto ben 3 Italiani su 4.

    Nel 57% dei casi i farmaci di automedicazione vengono usati proprio per contrastare una cefalea, per lenire il dolore dentale, magari in attesa della visita dentistica, e per contrastare gli acciacchi alla schiena. Oppure contro i sintomi di influenza e raffreddore (27%). Decisamente meno usati (solo nel 6% dei casi) contro i disturbi gastrointestinali.

    Ma servono davvero i medicinali venduti senza ricetta medica? Per il 78% degli interpellati sono farmaci molto o abbastanza utili e per il 79% sono davvero in grado di eliminare il dolore. Si avverte, però, il bisogno di maggiore informazione (lo richiede il 71% dei cittadini).

    E a chi, allora, si chiede consiglio? I cittadini che si “automedicano” mostrano, per lo meno a parole, un atteggiamento abbastanza responsabile: il 40% di loro, infatti, chiede il parere del medico prima di affidarsi per la prima volta a un medicinale da banco. ”Per i cittadini l’automedicazione non è un fare da soli, perché il medico di famiglia rimane il primo referente per imparare a curarsi” spiega Isabella Cecchini, direttore del Dipartimento Ricerche alla Salute GDK Eurisko. “Non c’è contrapposizione: il medico dà i consigli e successivamente c’è l’autogestione”. Dopo il medico, tra i “consiglieri” più seguiti, ci sono parenti, amici e farmacisti a parimerito (18%) e la pubblicità (12%).