Autoinfiammatorie: nuovo farmaco in pediatria

Autoinfiammatorie: nuovo farmaco in pediatria

Reazioni autoimmuni nei neonati e nei bambini, un problema che riguarda i neonati che, per un problema genetico, si trovano ad avere delle reazioni esagerate di fronte a virus e batteri, in modo che l'organismo stesso combatte contro di sè, rischiando parecchio in fatto di salute del bambino

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    Neonati

    Reazioni immunitarie esagerate, un problema grave che si presenta nei neonati di fronte al contatto con virus e batteri, scatta la reazione autoimmune, smisurata rispetto alla norma, il problema dipende dalla mancanza di un gene, e le malattie autoinfiammatorie possono essere molto pericolose nei neonati e nei bambini, ma presto arriverà un nuovo farmaco, disponibile entro la fine del 2010.

    I rimedi per questo genere di problema non possono essere lasciati al caso, si tratta di un fatto che si presenta nelle prime settimane di vita, nel caso di una reazione autoimmune nel bambino la presenza di febbri alterne e di orticaria deve fare pensare che qualcosa non si evolve a dovere: l’ipotesi della causa genetica è un fatto reale, per questo bisogna percorrere la strada per le malattie autoinfiammatorie.

    Le malattie autoinfiammatorie sono caratterizzate da una eccessiva reazione dell’organismo a uno stimolo, che diventa quindi attivo contro se stesso, manca la funzione di alcune proteine che regolano la risposta infiammatoria, la causa è genetica e il rischio è che queste malattie si possano evolvere in qualcosa di grave.

    Alcune di queste patologie sono riconosciute come CAPS: malattie autoinfiammatorie che dipendono dal difetto del gene della criopirina. Non sono molte le malattie di questo tipo e il farmaco potrebbe essere presentato in Italia entro il 2010. Si tratta di un farmaco noto con il nome di Canakinumab, specifico per il conivolgimento della Interleuchina 1, come abbiamo specificato non molto tempo fa sulle pagine di questo giornale.

    Il primo problema che si presenta al caso è quello della individuazione della malattia, che spesso viene diagnosticata dopo parecchi anni dalla comparsa, per cui si traduce in tempi allungati per la cura e conseguenze del caso.

    La possibilità di tracciare queste malattie è una speranza terapeutica in più. Il coordinamento di un Registro Europeo per il riconoscimento delle malattie è una delle attività promosse a livello europeo per diagnosticare tempestivamente questa disfunzione genetica nei bambini.

    Il farmaco ha ottenuto parere positivo dal “Comitato per i medicinali ad uso umano” dopo avere avuto l’approvazione dagli Stati Uniti e dalla Svizzera, dopo la pubblicazione dello studio sul New England Journal of Medicine del mese di giugno scorso.

    Le immagini sono tratte dal portale di Miglior Blog

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