Attenzione: un deficit alla base del crimine

Attenzione: un deficit alla base del crimine

Molti criminali commettono delitti atroci non per incapacità di provare emozioni o rimorso, ma per un deficit attentivo che causa difficoltà ad analizzare stimoli complessi

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    La capacità di attenzione è essenziale per gli esseri umani, in quanto permette ad essi di valutare in maniera scrupolosa le conseguenze delle loro azioni. Un deficit dell’attenzione sarebbe ciò che sta alla base del comportamento che spinge alcuni individui affetti da psicopatia a commettere gravi crimini e ad uccidere. Non si tratterebbe quindi di una mera incapacità di provare emozioni o rimorso.

    Ma interverrebbe una vera e propria incapacità di analizzare gli stimoli complessi. E’ ciò che ha scoperto Joseph Newman dell’Università del Wisconsin. Il ricercatore ha condotto uno studio specifico sull’argomento, che ha preso in considerazione 12 detenuti che avevano commesso gravi delitti. Alcuni di loro presentavano tratti psicopatici.

    Ai soggetti era stato dato il compito di rispondere ad una sequenza di lettere verdi e rosse.

    A quelle rosse faceva seguito una leggera scossa elettrica, che metteva i detenuti nelle condizioni di provare una sensazione di paura.

    Quest’ultima però veniva meno quando ai soggetti veniva chiesto di distinguere tra lettere maiuscole o minuscole. Accedeva in questo caso che gli individui incontrassero delle difficoltà nell’individuare le occasioni in cui fosse lecito provare paura. Non è quindi la mancanza della capacità di provare timore o emozioni diverse, ma l’incapacità di gestire più operazioni contemporaneamente e che ha delle ripercussioni a livello delle abilità attentive.

    I risultati della ricerca permettono di dare nuove speranze al progetto di elaborare strategie utili a fare in modo che determinati soggetti non mettano più in atto intenti criminali o che vengano aiutati nella prevenzione del crimine stesso.

    Immagine tratta da: cinevideoblog.it

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