Attacchi di panico post terremoto: come affrontarli

Attacchi di panico post terremoto: come affrontarli

Il terremoto è un fenomeno che fa paura: cresce il numero delle persone colpite da attacchi di panico, che non devono essere trascurati, ma trattati con un supporto psicologico

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    Terremoto, devastazione e attacchi di panico

    Giusto il tempo di tornare a sperare, di allestire nuovi alloggi provvisori per i migliaia di sfollati, e la terra torna a tremare, il terremoto torna a far paura e a fare vittime. Decine le vittime dei nuovi movimenti sismici, schiacciati sotto le macerie della propria casa o del capannone dove stavano lavorando. Una tragedia, frutto di un fenomeno imprevedibile, quanto terrificante, il terremoto. La terra trema nuovamente e gli abitanti dell’Emilia Romagna, della Lombardia meridionale, ma non solo, hanno sempre più paura. Quando la paura paralizza, rende immobili e inerti, si trasforma in vero e proprio panico: sale il numero degli attacchi di panico da terremoto, secondo gli esperti.

    Non è prevedibile, e, tantomeno controllabile, quando la terra decide di muoversi, aprendo voragini e “inghiottendo” vite umane, paesi, monumenti e abitazioni, si muove. Forse, è anche questo sua caratteristica a rendere il terremoto un vero e proprio incubo, fonte, soprattutto per chi l’ha vissuto, per chi ha visto, con i propri occhi, la devastazione che si lascia alle spalle, di paura, di attacchi di panico e disperazione.

    La prima forte scossa, che ha squarciato la terra emiliana, lasciando un profondo segno, nella notte di sabato 19 maggio, è stata resa ancora più terribile e devastante da un’altra scossa altrettanto potente, che ha sorpreso le popolazioni già provate dal sisma martedì mattina, seguita da un’altra serie di piccoli e grandi scosse di assestamento.

    “Dopo la nuova scossa di terremoto dell’altra mattina gran parte della popolazione emiliana, che stava tentando di gestire la paura e l’ansia che già da domenica scorsa si era impossessata di molti, si è trovata travolta dal panico. Bisogna intervenire subito a sostegno della popolazione”. A affermarlo è Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, presidente dell’Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico.

    La paura può assalire tutti, giovani e meno giovani, ma, secondo l’esperta, “sono in particolar modo le persone di 40-45 anni a rischiare di più gli attacchi di panico, perché hanno il peso delle responsabilità familiari, quindi casa, figli spesso piccoli, genitori anziani; sentire addosso tutto questo può portare a tremende crisi di ansia che possono degenerare”.

    Gli attacchi di panico scatenati dal sisma non devono e non possono essere sottovalutati. E’ necessario affrontarli con gli adeguati supporti psicologici, per evitare che degenerino in disturbi più seri, come la depressione.

    “Bisogna intervenire prima che avvenga l’interiorizzazione del trauma con varie tecniche, per gestire il post traumatico da stress. Dobbiamo comunque mettere in atto subito strategie comportamentali tranquillizzanti. La prima è sicuramente quella dell’agire: fare cose anche piccole per affrontare la situazione, combattere il senso di impotenza per esempio aiutando i soccorsi, mettersi a disposizione per i vari compiti da svolgere per la comunità. Insomma: agire, agire, agire. Se poi avete figli, trasmettete loro sicurezza con l’esempio e la calma i bambini sentono le vostre emozioni rassicurateli con la vostra determinazione, invitateli a giocare con voi, la vita non si deve fermare. Chiedete aiuto agli psicologi presenti” ha aggiunto l’esperta.

    L’Eurodap, allo scopo, mette a disposizione, al numero 0664824008, il giovedì dalle 16 alle 19 un servizio per rispondere alle domande delle persone coinvolte nel sisma.

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